Prendete in mano un libro Adelphi, guardatene la copertina elegante, il colore pastello, la fotografia o il disegno che ne occupa una parte con discrezione. Leggete sul primo risguardo la trama accennata e sull’ultimo alcune notizie sull’autore, entrambe sobrie e senza enfasi particolare. Guardate il carattere, forse meno elegante di quello che per molto tempo ha caratterizzato Einaudi, ma bello e nitido. Infine guardate la quarta di copertina e troverete una pagina senza parole: non ci sono recensioni entusiaste per invogliare ad acquistare il libro.
Quando Einaudi passò sotto Mondadori a chi aveva amato gli autori, l’offerta di catalogo, le scelte tipografiche di quell’editore, sembrò che finisse un mondo che aveva dato sostanza al piacere di leggere. Per questo non pochi esplorarono altri editori che sembravano avere analogie. Due in particolare attiravano l’attenzione: Adelphi e Bruno Mondadori. E’ rimasta l’Adelphi e leggere che Roberto Calasso ne ha acquistato la maggioranza impedendo che finisse nella concentrazione Mondadori-Rizzoli, mi ha dato un piacere importante. I libri di Calasso, quelli che scrive e quelli che edita, sono densi, pieni di un mondo che oggi fatica a manifestare la sua originalità e importanza, ma non sono mai pretesti. Dice l’editore-autore, che su 2500 libri editati ne sono disponibili 2300, già questo parla positivamente delle scelte, della loro importanza, ma sopratutto non confonde qualità con quantità.
Sono belli e importanti i volumi di Adelphi, e se ci si misura con loro, col piacere della lettura e del ragionare, lasciano il segno. Credo che per me nessun e book potrà avere la stessa somma di reazioni visive, tattili, di contenuto che ottengo da un buon libro, perché il testo, e il suo parlarci, è parte di un piacere che è intriso di forma, inchiostro e carta. Per questo mi sento di ringraziare un editore che confida sul proprio ingegno, sulla capacità di essere grande senza eccedere nel numero, che conta sul contenuto, sulla scelta, sul fatto che esistono molti dinosauri come me, che rifiutano le massificazioni, le critiche entusiaste della quarta di copertina, e l’ultima novità dell’elettronica digitale. E per fortuna non è l’unico.