dopo il congresso

Il congresso di Sinistra Futura si è svolto, le tesi discusse, molti interventi, 40 su 100 delegati. Una presenza importante di giovani e poco meno di metà dei delegati erano donne. Gli ospiti hanno arricchito le idee e al pomeriggio di domenica le votazioni hanno eletto i nuovi dirigenti. Sentirsi assieme è stato un proseguire la comunità di intenti, di valori, di idee che portiamo nei territori. E trovarsi assieme dopo viaggi lunghi da tutta Italia, è stata una conferma di un impegno politico, sociale che non disdegna l’affetto.
Di tutto questo ben poche notizie sulla stampa. Qualche articolo sui media locali, ma la scena nazionale era occupata dalla kermesse del generale Vannacci e dalla riunione del partito dei civici di Onorato. Schermaglie dialettiche, presenze interessate, discorsi che non cambiano l’agire politico e quindi la vita di chi è amministrato, molti luoghi comuni, ma davvero la politica, l’essere al servizio è solo questo?

Da tempo mi chiedo, ma non sono il solo, come si possa cambiare la politica se non si hanno i media che rendono noti sforzi e valori messi in campo. In tv e sui giornali si vedono sempre gli stessi, la politica difficile delle buone cose fatte non fa notizia, tanto meno quella delle idee. Senza offendere nessuno, viene ripetuta all’infinito la distrazione dai problemi reali, tanto che chi li ha, pensa di essere solo e piuttosto che cercare di risolverli con altri si lascia distrarre dall’odio all’immigrato, dalla polemica sui diritti civili, dalle ultime notizie di cronaca, dal giudizio sull’LGBT+.
Spariscono le precarietà del lavoro, le paghe insufficienti, I servizi che non funzionano, i diritti che non si riescono a riscuotere in una lista d’attesa, in un permesso, in un trasporto pubblico, nell’istruzione pubblica. Scompare la giustizia sociale, il problema di avere una casa, far crescere i figli, conservare dignità, non far emigrare i giovani, curare gli anziani. La difficoltà collettiva trasformata in problema personale e poi scaricata su qualche capro espiatorio che mai capirà la ragione di essere odiato. La politica si deve occupare dei problemi delle persone sennò è solo potere che porta risorse a sé stesso.
E non si cambiano le cose se non si è conosciuti. Sinistra Futura ha scelto di stare tra le persone e con esse. Ha scelto di ascoltare, di vivere assieme I problemi, prima di proporre una soluzione. Chi non fa una attesa al pronto soccorso non capisce che la sanità pubblica è un bene prezioso che deve ricevere risorse adeguate per dare risposte soddisfacenti. Chi prende il treno o un mezzo pubblico per andare al lavoro capisce quanto poco sia rispettato chi si sposta per guadagnarsi uno stipendio o andare a scuola. Chi non trova casa non capisce perché continuino a costruire case che resteranno vuote. Posso continuare con le pensioni insufficienti e ritardate nel tempo, con le buche nelle strade, con la mancanza di un futuro che sia migliore di un presente precario. Nessuno di questi problemi fa notizia e la politica riserva a sé stessa commedia e attori. Altrimenti bisogna comprarsi un teatro virtuale e avere il potere del denaro. Credo che questo sia diventato un problema democratico, non bastano le idee, il lavoro che si aggiunge al lavoro, non basta l’entusiasmo, servono tutte queste condizioni e un megafono che gridi che si può cambiare, che non sono sole le persone nei loro problemi, che si può fare diversamente.
Dal congresso il piccolo partito dalle grandi idee, dal cuore tra le persone è uscito unito ed entusiasta di lavorare. È importante che sia così, troveremo compagni di strada che la pensano come noi sui problemi urgenti, sulla pace che deve generare vita e umanità non spesa per le armi, sulla difesa dell’ambiente e dei beni comuni, sulla costituzione da rendere concreta nei diritti, nella dignità, nella parità.
Al lavoro e alla lotta. Come ci ripetiamo spesso, dopo ogni traguardo raggiunto, prima di ogni nuova impresa difficile e giusta .

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