
la luce ha perso la sua brillantezza,
schiacciata dal sole,
si stende come lacca stanca che occlude.
Mostra i colori,
ma è un campionario senza voglia
che offende il gusto per i particolari.
Oppresso dalla calura,
nel campo vedo un piccolo cerchio d’uccelli,
cerca nella terra arata l’improbabile pranzo,
poi, senza fretta, altrove se ne vanno.
Nei centri estivi
I bimbi attendono la sera,
e imparano il tempo che continua tra mura.
Nella mia casa lavoravano tutti,
siamo stati uccelli sudati
da giardini pubblici e patronati,
eppure l’estate sembrava non finire mai,
era una diversa libertà
del fare, di regole e ore
ora è un tempo sospeso
che si carica d’ansie senza riposo.
Il caldo annega la luce,
la getta contro muri e finestre
compito parole ed equazioni
concetti che volano altrove,
così m’incanto tra un ricordo e un sentire
e penso siano fresche distrazioni
che ricordano d’essere vivi
e capaci di futuro.
La vita è una buona maestra
sempre rimanda
e poi promuove.