parliamo tanto di me

Questa canzone è per me la summa sublime di ciò che si può comunicare:

carichi eccessivi ed equilibrio

dire è non dire

op.80 e fantasia

stazioni

dopo il tramonto del giovedì

intuito

J.M.Coetzee Slow man Einaudi 2005

consapevolezza

all that’s jazz

tra dottrina e diottrie,  preferisco le seconde che permettono di vedere

se si vuole restituire una dimensione, umana, comunitaria, ecologica, non tanto in senso ambientale quanto psicologico esistenziale, alla nostra vita, se si vuole sfuggire a quello che ho chiamato il “ modello paranoico” che ci costringe a consumare per produrre a livelli sempre più insostenibili, a competizioni sempre più stressanti e ci priva del vero valore dell’esistenza, il tempo, non c’è “bio”, “ecocompatibile”, “we”, “sviluppo sostenibile” che tengano, il solo modo di tornare a “un’economia di sussistenza”, vale a dire, sia pure in modo graduale, limitato e ragionato, a forme di autoproduzione e autoconsumo che passano necessariamente per un recupero della terra e un ridimensionamento drastico dell’apparato industriale, finanziario e virtuale…
Massimo Fini ne “ il fatto quotidiano “ del 20-11-2010

parlami d’amore mariù