lettere al vicolo 1

La coppia ugandese con bambino, non c’è più e tu, caro vicolo, sei più silenzioso.

A me piacevano gli ugandesi: erano allegri, salutavano e quando hanno fatto festa per il compleanno del piccolo, mi hanno invitato.

Come sai, qui siamo un gruppo di scombinati, ci salutiamo senza sapere bene quali stranezze mettere in comune. Arriviamo a casa a tutte le ore, facendoci con simpatia gli affari nostri. Quasi tutti, vicolo, perchè al tuo inizio, verso la chiesa, c’è chi conosce morte e miracoli di tutti. Ma questi signori, i miracoli non li fanno, li sanno solo, sarà per questo che ritengono, adesso ci sia più classe nel vicolo. Chissà cosa vuol dire classe? A me pareva che gli ugandesi, insieme ai gay e al trio etilico ci rendessero finalmente umani e socievoli. Tu cosa ne pensi del nostro futuro di classe?

Dentro di me credo tu sappia leggere, vicolo. Metterò queste righe nella cassetta vuota degli ugandesi, fammi sapere.

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Un pensiero su “lettere al vicolo 1

  1. visto che a fine anno non avrò più una casa, potrei venire ad abitare in quella lasciata vuota dagli ugandesi..ma mi sà, che anche se di pelle giusta, non andrei bene a chi fà miracoli..troppo poco wasp, la signorina minnie..

    oggi il cielo è bellissimo.

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