Il confronto civile, la discussione tra persone, il comporre le decisioni, ecco, questo mi piace nei rapporti, ma non è la nuova abitudine. Oggi impera lo scontro, verbale prima e se necessario anche fisico, poi. I pacifici non hanno il mondo. Beatitudine non verificata dai fatti. E non hanno neppure la verità. Combattono. Dall’altra parte la debolezza, la menzogna hanno bisogno dello scontro verbale. È strano, viene tirata in ballo la dignità per difendere ciò che dignità non ha. Forse perché il prevaricare rende vero ciò che non lo è.
È il potere, bellezza, e però basta dire di no. Per i pacifici, gli educati, quelli che hanno un’etica, ci saranno più silenzi, più esclusioni, ogni scontro costerà molto di più a loro pur avendo ragione rispetto a chi ha torto. E si perderà, spesso, molto spesso. E tenere la schiena dritta guasterà l’umore, minerà la tendenza a vedere il buono nelle cose, ma non c’è via d’uscita per chi è pacifico e non supino: tenere il punto e cercare serenità.
Direte, ma perché vengono fuori queste cose. Slegate, prive di fatti e di contesto, quasi uno scazzo dopo una batosta. Quello che leggete nasce dopo un inizio di giornata che aveva due scelte, o essere una tranquilla prosecuzione di accordi, di cose evidenti, oppure trasformarsi in uno scontro metafisico. Metafisico perché oggi ci si parla per mail, si chiudono rapporti di lavoro, amori, scelte, tutto per mail. Eppure il metafisico è reale negli esiti e negli effetti. Da oggi il giorno sarà diverso. Bisognerà acquietare l’inquietudine, trovare le serenità che fanno dire e fare ciò che è giusto. Trarre conseguenze. Non finirà qui e ricorderò questi giorni come inutili, banali, perniciosi. Il positivo farà molta fatica ad emergere se non nel nuovo, nello scuotere i calzari e andarsene. Non funziona così anche negli amori? Un ex amore è puntiglio, meglio andar via, cercare il mondo dove c’è davvero.



