
Fotografare con le parole,
annotare,
e il pensiero liquefa, diventa nuvola,
piove, bagna, si disperde,
resta una leggero pulviscolo,
oro nella luce,
è polvere che danza.
Fotografare con le lenti dell’anima,
che non ha di sé prova né misura.
Eppure un fremito,
la pelle lo percepisce e scatta fotogrammi di sentire,
sgrana DNA impalpabile, somma del vissuto,
crivello del prescelto, desiderato e poi perduto.
Le storie falsano i momenti,
ma il passato crea e non si strappa,
è il futuro che si lacera,
che nega ciò che gli dà vita.
Questo nostro tempo è sensore,
somma ciò che è con ciò che non è stato,
nel vibrare quantico che oscilla
e genera energia.
Le probabilità, come in ogni scelta,
si coagulano:
nell’apparenza della necessità
e poi tornano ad essere energia. Materia per nuove stelle,
e trasalire del cuore,
che è quando precede l’accadere.