
Dove ciò che si congiunge non è mai solo il nome,
né il momento,
e neppure il fatto.
Del piacere non resta memoria,
forse dell’aria, dell’ora, della luce,
e qualche dettaglio che emerge poi.
Il dispiacere si comporta male,
artiglia per sanare,
così dice, mentre toglie
ed è carne che non ricresce,
ferite che per loro conto evolvono.
Maestro è il sentire
di epifanie senza pretesa
e a lui ci si rivolge per un accordo,
dicendogli
giungi e racconta:
il giorno è specchio ed essenza
mostrami la vita che prometti.