Gli pareva, anzi ne era sicuro, di non voler appartenere più a nessuno se non a sé. Non più, almeno, come un tempo. E non era un bastarsi, ché era ben conscio dei propri limiti. e anche del bisogno di bene era conscio, della necessità d’amore, di compagnia, ma piuttosto era il bisogno di crescere per suo conto che prevaleva. Il camminare secondo voglia, necessità e volontà propria. Insomma quelle caratteristiche che esternamente noi chiamiamo libertà, e sembrano semplici, esistenti in natura, ma interiormente sono ben altre tempeste e faticosi equilibri prima di giungere ad una consapevolezza che faccia di essa un dirsi: questo mi va bene, questo lo scelgo, questo lo voglio e di questa libertà metto in comune ciò che sono. Il bisogno di bene allora, restava intatto, tutto quello che i sentimenti sollevavano veniva percepito profondamente e trovava terreno fertile per crescere, restava solo in più quella libertà d’essere anche per altri, ma restando comunque sé. Ecco, questo sentiva.


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