disagio

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Non conosco il limite del disagio altrui, per cui mi fermo molto prima. E m’infastidisce la battuta greve, il gesto ostentato, l’imposizione sguaiata di un atteggiamento. Tutto questo mi fa sentire a disagio e m’ammutolisce, perché mi pare di sentire la difficoltà altrui, l’aggressività subita. Poi vedo gli altri attorno che ridono, anche le risate forzate vedo, e mi chiedo se il mio sentirmi estraneo ecceda le relazioni, se non mi ponga troppe premure. Però non mi è possibile sentire altrimenti: o si è portati oppure queste situazioni daranno fastidio sempre. Un conto è l’intimità, il condividere una confidenza che è fatta di parole, gesti, attenzioni e curiosità, un conto è la vita tra chi a malapena si conosce. Eppure ostentare pare segno di sicurezza, forse di dominio e sembra che il violare le regole sia divertente, a volte gradito. A me dà solo imbarazzo e la sensazione d’essere fuori posto.

6 pensieri su “disagio

  1. Hai ragione, provo la stessa sensazione anch’io, penso che l’ostentazione forzata di tutto ormai….sia solo una forma di arroganza.
    Buon inizio settimana.

  2. E contro l’arroganza prevalente si possono usare il silenzio e la gentilezza, armi un po’ all’antica. Buona settimana qui oggi c’è il sole

  3. Credo che, da parte di chi ostenta nel modo che hai descritto, ci sia anche mancanza di sensibilità e di rispetto verso gli altri.
    Sicuramente questo comportamento farebbe provare anche a me un grande imbarazzo (e fastidio). E si noterebbe pure.

  4. @ codice sociale: C’è solo la consapevolezza del disagio che si ripete quando sento che si supera un limite di sensibilità. Parte da fatti specifici e arriva a considerazioni generali, che naturalmente mi riguardano. Forse voglio giustificare il fatto che sto diventando più orso.

  5. @ ilmiosguardo: ieri sera pensavo che i bambini e i vecchi si possono permettere di dire ad alta voce cose che nelle altre età non si dicono e approfittano di una impunità che fa sorridere. Nell’ostentazione c’è invece la pretesa che sia quel modo di fare e di dire che va bene per tutti, la cosa m’imbarazza non per me, ma per chi è oggetto di una imposizione di modo e parole eccessive. La mia reazione è trarre conseguenze, evitare di finire nuovamente in situazioni sgradevoli, semplicemente imparo ed evito di starci in compagnia a cena.

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