Da qualche parte nascerà il mondo nuovo,
non dubitatene.
Scorre nel sangue,
s’ annida nei pensieri,
la realtà lo alimenta e lo fa crescere.
Sarà con noi oltre la convenienza,
oltre la cupidigia,
oltre l’egoismo.
I sentimenti hanno misura
solo nell’uomo senza amore
assieme diventano fiume e mare.
E’ un bisogno di vita,
non un desiderio e così emergerà,
prima, come grido di pochi,
poi crescerà
e dilagando farà battere i cuori,
scaldare le tempie.
Farà esercitare le intelligenze,
per mostrare l’evidenza a chi non vuol vedere.
Del resto vediamo, subiamo, sentiamo cosa produce un capitalismo senza dialettica.
Lo viviamo nell’ambiente che si deteriora E ci rifiuta, nel lavoro che manca, nelle crisi che non trovano soluzioni, nel distacco sempre più forte tra chi ha e chi non ha.
Lo sentiamo nei diritti che si affievoliscono, nell’uomo che conta meno del denaro, lo vediamo nella diseguaglianza che cresce, nella povertà senza riscatto, nella ingiusta lotta tra poveri per strapparsi un diritto.
Perché consumata la democrazia, il rispetto, la dignità degli uomini, il denaro lucra sulla crisi, sulla salute, sui settarismi, sull’intolleranza.
Nascerà da qualche parte, avrà un nome antico, rivoluzione, e parlerà ancora con parole antiche: uguaglianza, fraternità, libertà, ma tutto sembrerà nuovo a chi lo vivrà.
Non è una speranza, è una certezza, è sempre stato così, la storia non si ripete ma obbedisce alla spinta verso l’essere assieme, verso il costruirla assieme.
Non prevalebunt è l’equivalente del no pasaran, sempre le stesse parole, sempre gli stessi bisogni.
Profondi, radicati, incoercibili, certi.





