far finta di essere sani

far finta di essere sani

Questo è un luogo particolare. Chi ci viene per scrivere, chi per leggere, chi per vantarsi, chi per chiedere aiuto. 15 anni fa neppure c’erano questi luoghi e le persone facevano lo stesso tutte queste cose. spesso con un contatto fisico. Pare sia meno necessario e la tecnologia ha creato un luogo di solitudini dove mettiamo in fila i bit cercando di farli assomigliare alla vita, a quella che abbiamo, a quella che vorremmo avere. Come se la realtà fosse eccessiva e avesse bisogno d’una valvola di sfogo: c’è chi sta meglio e chi sta peggio, ma qui non conta basta far finta di essere sani. 

Come stai? Benissimo. Ma tu cosa vuoi sapere davvero? Perché c’è l’obbligo a star bene, ad essere sani. E felici. Il resto disturba e non interessa davvero, se non a pochissimi e quelli te lo chiedono con la voce, con gli occhi, con le mani, e lo sanno. Ognuno c’ ha i suoi guai e questo è un buon luogo per raccontarli, sublimarli, capirli. Hai detto poco. Ma la solitudine non se ne va e dopo una sbronza di parole resta la sensazione che il mondo rarèfi, sfugga come aria e bisognerebbe inseguirla quell’aria, vedere dove va. Qui basta far finta d’essere sani.

8 pensieri su “far finta di essere sani

  1. e allora perché restare in questa valle virtuale di lacrime e abbracci e mezze verità e falsità intere?
    qui dentro anche il tempo non ha più significato
    le cose restano, si trascinano, come un bagaglio pesante se non si ha il coraggio di azzerare tutto
    le persone non sono quel che sembrano e restiamo attaccati alle nostre percezioni meno che parziali
    follia quieta, inconsistente relazione umana, distorsione della realtà
    la vita è altrove, per fortuna

    P.S. resta il fatto che a volte, molto raramente, si leggono cose notevoli, di prima mano, e non brani copiati a destra e a manca; a volte si può riflettere e imparare qualcosa. Poche, pochissime volte. Come cercare un ago in un pagliaio. Meglio che fare un solitario, nei tempi morti. Ciao.

  2. Perché restare, già, perché si ha l’urgenza di essere anche nel dire, poi c’è chi capisce e chi no. Chi è doppio e contraddittorio nella vita qui non migliora, quindi il problema e altrove. Mi faceva riflettere una richiesta d’aiuto letta tra le non poche, senza il narcisismo che accompagna chi scrive, molto umana e tale da rivelare quindi la povertà del mezzo. Quando serve un abbraccio quello fisico e’ la soluzione, qui al più si può tirare avanti. Credo si scriva anche le narcisismo e si legga per curiosità, voyeurismo, o semplice ricerca dell’intelligenza. Qui si è come nella vita, chi chiude in continuazione e chi non chiude nulla, necessità diverse. Semplicemente.

  3. Far finta di essere sani! Ammesso che lo si possa fare con gli altri,mai lo potremmo fare con noi stessi. E allora a che serve fingere? Tempus fugit e noi con lui,imbalsamati dentro a un vestito e forse dentro a un sogno inutile quanto l’idea che l’ha generato se non è stato portato da una ventata di autentico coraggio. Vero.Il virtuale è commedia, di folli o di disperate solitudini che sperano l’illusione d’una grazia. Ma gli adulti sanno che la grazia appare solo dopo che “gli eroi” ce l’han messa veramente tutta.Bianca 2007

  4. @Willy: il segreto sta nel non prendersi mai troppo sul serio…
    qui si è come nella vita, sì, con una punta in più di esagerazione

    ma la partita si gioca altrove, là dove le cose e le persone si pesano e dove siamo pesati per quel che siamo, non per come sembriamo

    basta ricordarselo 🙂

  5. A giudicare no, ma a pesare le persone sono abituato. E anche a sbagliarmi, ma miglioro. Sull’autoironia hai ragione da vendere, sempre troppo poca.

  6. Si finge spesso di star bene…..proprio perchè si sà che nel 90% per cento dei casi la domanda è di circostanza….e ancora meno sono quelli disposti ad ascoltare la risposta.
    Ma questo non solo qui ma anche nella vita, non trovo molta differenza…..comunque le persone che ci sonoscono davvero, al di là della nostra risposta intuiscono qual’è la verità….anche solo dalle parole di un messaggio. Buon inizio settimana!

  7. ma poi magari neanche è una finta. cioè si sta bene. non benissimo, che è un’altra cosa. io sto bene. potrei stare molto meglio, ho un sacco di bollette arretrate da pagare e la cosa mi preoccupa, dovrei avere uno stipendio più alto che non è pensabile chiedere, non ho neanche fatto l’influenza così mi sarei fermata un paio di giorni, oggi s’è rotta la caldaia del palazzo e non si sa se verrà ripristinata per sera (con il freddo che fà..). Però sto bene, se mi telefonassi ti direi…ma si, dai che và. E poi i problemi grandi sono altri, è la salute,è rimanere senza lavoro, è avere figli disgraziati, un marito che ti riempie di botte. Dai non lamentiamoci, siamo fortunati, mediamente. ti ho girato una cosa fantastica, basta avere 2.150 euro…un viaggio a samarcanda con i tipi della holden per un racconto intinerante. ma io 2.150 euro non li ho. vaffanculo. 🙂

  8. Tu che sei una scrittrice vera, potresti scrivere dello stare bene e del volerlo sapere davvero e del metterlo a disposizione come valore che unisce. Senza stare addosso, senza ansie contagiose, cioè uno star bene che si condivide, una sorta di amore buono. Non occorre che ammazzi il protagonista 😉
    Ho letto la proposta, davvero bella, una cosa che resta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...