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Informazioni su willyco

mescolo tempo e vita con passione e sono curioso, mi occupo più o meno di sviluppo territoriale compatibile con chi ci vive, annuso il presente. Difficilmente troverete recensioni di libri o di film tra queste note, anche i versi citati sono rari, perché mi piace la poesia come fatto personale. Ci saranno pochissimi giudizi, gran parte dello scrivere sono impressioni. Per le analisi sono noioso e lascio perdere. Non troverete un canovaccio prestabilito, ad altro è riservato questo luogo, di fatto è uno zibaldone del senso del mio tempo. Gran parte delle mie opinioni sono parziali, si basano su tesi affini e non assolute, sono verificate per quanto possibile, per voglia, per interesse. Ho dei principi basati anch'essi su un'etica appresa e rielaborata, su concetti di giusto e ingiusto che cercano di contemperare il desiderio con la realtà. Di mio ho aggiunto una sensibilità verso l'uomo, la sua carenza di protezione di fronte alla violenza, all'arroganza. Quindi mi muovo in un relativo che per parte piccola o grande è mio e per buona parte mi viene da ciò che ho appreso. Non insegnato, appreso, perché ho aggiunto una discreta propensione al rifiuto e alla libertà connessa. Quindi, traete voi le conclusioni perché tengo a poche cose per davvero e il resto è opinabile.

l’orologiaio assoluto

Sommatorie

anni perduti

Tutto fu in altri tempi. Tutto sarà di nuovo.

Solo ci è dolce l’attimo del riconoscimento.

il bandolo e la matassa

sono un provinciale

oznor

la terra è mia se io sono suo

non è cambiato niente

letture

cento e sei anni

diatomea

diatomea seppellita
inclusa, lambita, liberata.
Rinata, guardi con occhi antichi
d’ambra, uscire il tempo dalla teca,
sei sulla pelle che ti riporta a vita,
solida di un pensiero lento di spirale:
è articolato il tempo
nel sovrapporsi al desiderio.
Lontano, in un’ansa del giurassico,
con analogie di fossili,
conversavi con stimoli chimici e nervosi,
t’affidavi alle correnti in cerca di un tuo scopo,
ma ne chiedevi un pezzo a chi ti stava a fianco, diatomea.
E il chiacchiericcio che non è mutato, 
e ancora tiene cose senza nome e luogo,
era poi lo stesso d’ora?
Anche in quell’era vicini diseguali sparlavano,
il caso si gettava avanti impavido e confuso,
la vita svolgeva gomitoli d’indifferenza vigile,
ma solo quel tanto,
da lasciar credere che la felicità
saltasse come sull’ acqua, il ragno.