era passato mezzogiorno

dici: non ho tempo per vivere come vorrei

la memoria dell’aria

scrivere con malinconia

silenzi assordanti

caro diario

linee di frattura

s’ammucchiano le nubi

domani per noi è ferragosto

Nei paesi si festeggia,
tavolate, cibo e musichette,
le voci scivolano tra dialetti e cori: specialità tipiche del posto,
ma appena fuori non c’è più nessuno,
a sera solo voci da finestre illuminate,
luce di lampioni,
perimetri di case.

Segni d’una notte che non mente
che non avvolge e non rassicura.
il tramonto s’è riempito di nubi gialle e grigie,
la città lontana proietta voglie in cielo,
ma le stelle cadenti si nascondono
e neppure un desiderio durerà a lungo.

Vicini lampi annunciano la pioggia.
che verrà, presto, grigia,
e sporca d’abitudini,
pur di non lavare il mondo,
s’infilerà tra gli steli e bagnerà i fiori del campo,
gorgoglierà in grondaie di rame rosso verde,
si getterà tra scacchiere di chiusini
giocando con polvere e lamiere,
ma non con noi che abbiamo chiuso il cuore,

Non con noi che circondiamo l’amore di rifiuti,
non con noi che non ci stendiamo più sull’erba
e non guardiamo chi è vicino,
chi è lontano,
ma ancora ha forza di collocare un desiderio in cielo.

pleiadi