piante di sabbia

Dentro il verde nuovo d’ogni primavera,
c’è l’andare incurante della pioggia,
il grigio che scurisce
le nubi di cui s’abbuffa il cielo.
Il sole già trabocca,
di sudore vela la pelle,
scalda i passi nella sabbia.
Pensieri appoggiati al calore d’un muretto
guardano gigli e silene
guardie di sabbia e mare.
Allora vorrei il silenzio.
clessidra che fluisce,
i pensieri incauti,
voci che ridono
mentre assieme dicono
con il bacio che insegue il riso
e il giorno, fin nella sera
e poi la notte, ancora.

la riconquista del buio

Dell’Eritrea manco da troppo tempo, come dall’Africa.

cose

il vento ha un suo narrare

la primavera, di libera vita ti riempie

giorno in libera uscita

europa

ti racconto…

l’amore in tempo di bufera

Vorrei parlarvi d’amore,
di quello quieto,
ma anche dell’altro che ustiona e brucia.
Vorrei dire che un passo,
nell’indefinibile infinito, s’è compiuto,
che l’amore è più dolce e maturo
al tempo della paura,
Vorrei dirlo,
e tra le mani giro il fragile vaso
che contiene il sentire,
è porcellana esile, fine,
color rosso cuore,
se la agiti piano si senton le parole pronunciate,
quelle trattenute,
quelle pensate e poi svanite.
Parole che suonano del tintinnio dolce degli amanti,
sperano come mai sarà altrove,
mentre lamentano ogni patita assenza,
termometri veritieri,
nell’aria dolce di primavera.
Nulla dice che qualcosa sia mutato,
che quel passo di speranza già si sia compiuto,
e come in ogni tempo di bufera
si stringono i corpi,
cercando nell’altro l’unica certezza:
l’ esser soli e salvi,
nell’attimo che non rispetta il tempo.
Ma poi il pensiero afferra
e se pur spera,
già, non muta.

impossibili kintsugi