mantra dei piccoli amori

mattina di fine gennaio

le case attendono

in fedeltà personali

esecrare

il limite

Bisogna stare attenti a non esagerare. Percepire il limite. Vale ovunque e con chiunque. Anche con noi stessi. C’è sempre in agguato una ferita mai rimarginata per davvero, e non conta se siamo stati noi a farla. Quei piccoli segnali si dovrebbero cogliere, evitare le piccole nefandezze della disattenzione,  oppure lasciare che tutto accada come deve. E se non si coglie la necessità della cura, allora va bene consumare. Non è forse il consumo che ci viene insegnato? Il consumo come motore della crescita, del movimento. Dicono. E ben pochi guardano  i fiori delle scarpate, neppure li colgono. Forse questo fa loro bene ma è strano, perché sono pieni di poesia e vengono riempiti di rifiuti.

a proposito di sentire

sera nell’inverno che chiede

significati che s’allineano

imago mundi

Della geografia del corpo

traccio mappe,

qui la punta d’un dito segue l’altura

là il palmo raccoglie,

altrove si sofferma lo sguardo,

e s’incanta.

Come dargli torto,

se racconta, nell’irriferibile alfabeto

d’improvvisa emozione,

la tenerezza dei luoghi,

Il timore ardito, l’oscurità preziosa.

E di tanta precisione amorosa,

e del tracciar mappe resta il segreto dolce

della scoperta divenuta luogo amato.