Da tempo penso di trovare una casetta al mare in cui vivere metà del mio tempo, tra poco il lavoro dovrebbe permettermelo, nel senso di poter decidere come e dove svolgerlo. E’ un pensiero che mi accompagna, e che mi hai ricordato con le tue parole, di senso primigenio del luogo e del suo rapporto con noi. Credo che viviamo in una stagione felice dell’umanità e che siamo nei posti giusti, anche se ci lamentiamo. E abbiamo anche gli anni giusti che hanno permesso crescita e pace. Questo non ci impedisce di vedere la profonda ingiustizia che ci attornia, che entra nelle nostre case attraverso i nostri figli. Sarebbe la cosa peggiore, ragionare da animali satolli, e saremmo votati al disastro, ma se godere di un posto, di una luce, di un pensiero altrui attraverso un libro, od anche questo mezzo spesso così vacuo, è possibile, perché non farlo. Perché non immaginare lo sguardo di Ulisse, oppure quello di Didone, l’avventura e la passione, e pensare che non erano dissimili da tutti gli sguardi che godevano dell’intelligenza e della libertà. Insomma l’infinito stupore d’essere e di saperlo, unito con ciò che lo estende fuori di noi, che non è nostro, ma c’appartiene perché riusciamo a vederlo e a goderne. Tu cerchi, come me, qualcosa che t’assomigli e che sia il nuovo che non hai conosciuto. Non possiamo augurarci di non sbagliare, ma di uscire dai nostri errori, riconoscendoli, questo sì. E’ ciò che vorrei, come bagaglio per il futuro assieme ad anni privi d’ansie inutili e senza nostalgie per quelli che non conoscerò mai per caso o volontà.
Che ne dici, si parte?

