le chimiche verità

le chimiche verità

Si diceva alla fine di un ragionamento sui sentimenti, che le donne vogliono dolcezza eppoi ci si chiedeva cosa vogliono gli uomini dalle donne.

Io ho risposto la verità, ma non ne ero certo. Mi pareva la cosa più importante e semplice o forse era una risposta etica. In realtà, pensandoci ora, penso che sia uomini che donne, vogliano verità e cura, non solo l’una o l’altra. Ma non è una risposta di genere, forse diamo nomi uguali a intensità differenti. Chi ha mai definito appieno la scala del bisogno d’amore? Chi riesce a tracciare i colori che vanno dal nero al rosso acceso e a collocarsi nella sfumatura che gli appartiene e al tempo stesso definire quella che desidera? C’è uno iato che fa la fortuna dei venditori di tranquillanti, di psicologi e preti ed è costituito dal tentativo di trovare una ragione per lo squilibrio, nonché del tentativo di colmarlo.

La mia insegnante di chimica analitica mi ripeteva che si trova quello che si cerca, poco o tanto, anche niente ma funzionava così.

Aveva ragione, anche se quasi mai nella vita si procede sapendo davvero ciò che si cerca e sorprendendoci di ciò che si trova. Invece, al contrario dell’analisi chimica, non di rado ci si accontenta, pensando che siamo noi ad essere poco in sintonia con i nostri desideri.

Ma qui c’è la notizia che tutti conosciamo: chi si accontenta non gode, s’accontenta e basta.

Quindi forse la prima asserzione non è distante da ciò che si vorrebbe: verità e cura sono un buon misuratore di ciò che si cerca davvero.

 

13 pensieri su “le chimiche verità

  1. Verità e cura, parole per niente banali, che portano dentro di loro tanto e forse tutto quello che vorremmo. Ma per la verità e la cura è necessario essere aperti all’altro, alla sua accoglienza.

  2. Sì è giusto, ma in realtà molte volte non esiste una sola verità…. personalmente preferisco onestà e coerenza 😉

    Buona giornata 🙂

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  3. La verità in certi casi la dice il corpo; la mente che spinge a chiedere frena…e così si sta nel limbo della verità nebulosa; allontana la cura e la presenza.
    (sviluppo il pensiero mentre scrivo…quindi insomma è una ipotesi, un mio riflettere)

  4. Nella fenomenologia degli amori o presunti tali, ci sta quello che pensi Marta, e neppure è troppo infrequente. Il non dirsi per timidezza o altro, spesso genera la pretesa del predominio della ‘intuire come misura dell’amore. Mah, se si può dire si dice e attendere contiene qualche perfidia inconfessata.

  5. Mi piace molto: verità (dei sentimenti) e cura. Si integrano e si completano l’una con l’altra. “Prendersi cura” è diventata un po’ una delle mie parole chiave, a volte anche per svolgere con meno fastidio quei compiti che di per sé non amo, ma che possono diventare un altro modo di dare affetto.

  6. Possedere l’attenzione alla cura è una grande conquista. Farà felici chi ami e te stessa. Complimenti intempestivoviandante 🙂

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