felicità globale

felicità globale

Stavamo camminando, così tra lazzi e frizzi, e un attimo dopo, senza sapere, eravamo finiti dentro il cambiamento. Le parole si inseguivano, usavamo modi di dire infami all’intelligenza, che pareva esprimessero chissà che.  Erano giaculatorie quelle parole, riempivano i vuoti, sembravano pieni. E le liste di letture per capire: due palle infinite. Come se la realtà disvelata non fosse di per se stessa evidente. 

Anche allora c’era una propensione alla chiacchiera, le promesse si susseguivano, solo che per un poco molti non ci credettero più. E neppure si rispettava più l’autorità, il potere che rappresentava. L’abitudine alla deferenza aveva fatto scordare a chi ricopriva un ruolo che c’erano obblighi, che le parole servant public non erano da raccontare ma da praticare.

Ma cos’era questo autoritarismo da ribaltare e dov’era? Era dentro e bisognava vomitarlo per togliere la tossicità e ritrovare l’innocenza. Più facile ripensare la società, ex novo, puntare sul piacere come strada alla felicità globale. Il piacere era rivoluzionario, la felicità transitoria ma ripetibile. Una condizione comune e un vivere dentro il migliore dei mondi finalmente possibile. Così, pareva, senza inquinamenti di sapere e di analisi, la vita sconfinava nell’essere.

La giustificazione era trovata e molti aderirono subito, altri poi e senza nessuna intenzione di cambiamento. Solo polpa e niente osso.

Utopia? Certo, ma cos’è più fertile di essa? Rimpianti? No, compatibilmente con i limiti che ciascuno sciorina a giustificazione.

Non che i limiti non esistano, ma quante volte sono diventati l’escamotage per negare la spinta, la rivoluzione, il rovesciamento di ciò che è comodo. Oggi che i lazzi sono più complicati e le passioni latitano, pure la realtà viene seppellita sotto cumuli di parole. Basterebbe ripensare cosa davvero ci tiene assieme, se il limite è solo stanchezza. Uno sberleffo e un guizzo d’intelligenza. Un elogio all’irriverenza.

8 pensieri su “felicità globale

  1. “…la realtà viene seppellita sotto cumuli di parole”.
    Sai che sono giorni che mi frullano in testa concetti simili e non sapevo come dirli?
    Mi è bastato leggerti e ogni tassello è andato al suo posto.
    Quasi quasi ci scrivo un post anche io… 🙂

  2. …ritorno spesso qui…le letture mi producono un senso di gradevolezza, di riflessione, di calma…per dirLe :grazie.

  3. Ciao! Siamo Margherita e Caterina, le due ragazze dei sedili di fronte di qualche treno fa 🙂
    Come promesso vi aggiorniamo sull’esito del nostro test d’ingresso: siamo entrate!

    A presto 🙂

    Margherita e Caterina

  4. Che bella notizia 🙂 Onore al merito, la sensazione che davate era positiva e ci credevo e speravo.
    Grazie Margherita e Caterina regalate contentezza. 🙂

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