il dottor divago

il dottor divago

Il cielo si sta raffreddando, chiarifica l’aria e si riempie di stelle, di piccole nubi che  riflettono le luci della città. Sono grigie blu sul nero, le nubi, una maestria del pittore che ama le mezze sfumature.

Guardavo e ho visto una stella cadere, bella e veloce nella sua scia, tanto veloce che il tempo non è bastato per un desiderio. Credo che anche i desideri sentano i primi freddi, sono più lenti, si stiracchiano tra le scelte prima di dirsi ad alta voce o dentro di sé. Oppure è l’epoca in cui per desiderare bisogna prima pensare: davvero lo desidero? ce l’ho già? eh no, quello m’ha già fregato…

Comunque il cielo era bellissimo e il desiderio si avvererà.

Una veranda s’è illuminata della luce stanca che annuncia le ultime incombenze prima del sonno. Mi sono incantato a guardarla mentre si stagliava contro il cielo, l’ho sentita intrisa dell’umanità delle piccole quotidiane cose e ho provato tenerezza. Per le stanchezze che conteneva, per il calore tiepido, le parole non dette e sentite ormai inutili, per le domande ad alta voce che sanno le risposte. Stanotte l’aria era frizzante come le vite giovani d’interesse, affamate di futuro. E sono vite con una tenerezza diversa, che si nutre dell’arroganza del tempo ancora poco usato, che vivono di spazi e non di pareti mentre le altre vite trascinano le parole che si sono svuotate con gli anni, s’aggrappano alle dimensioni che conoscono a menadito e hanno paura di chiamarle noia.

Mi perdo e divago. Anche a cena il pensiero, e le parole che lo raccontavano, erano appese a fili esili, congiungevano temi distanti che a me sembravano vicini. Ma non era così evidente. chissà cosa volevo dire per davvero… Era una cena dopo un dibattito in difesa della Costituzione, non in tanti: un gruppetto.

Guardavo i visi, ora rilassati dopo gli interventi, che parlavano di vita, di cose che vanno e altre che non vanno. C’era leggerezza e un discutere che comunicava, come un prendere le misure alla vita e ascoltare per capire meglio. Anche le passioni da percorrere assieme erano pervase di sufficiente allegria. Un’opera dovuta, necessaria, e buona. Da fare insomma. Ho pensato alle tante piccole storie, quelle di ognuno, contenute e traboccanti, misteriose fino ad ogni abbraccio e saluto. Ci conosciamo tutti fino a un certo punto. E chi ha anni può essere la somma di arroganze oppure di molte pedate, ma lì non c’erano né gli uni né gli altri. Forse per questo sembravamo tutti giovani, anche nelle parole e nelle passioni. Siamo usciti. Fuori c’era un cielo blu cobalto e nero e le stelle indicavano la stessa leggerezza che si era dipanata tra pietanze autunnali, discorsi e speranze dubbiose. Poi è subentrata una fretta dettata dal freddo che s’incollava alle camicie ancora estive, di lì il ritorno, lungo e lento. E infine a casa. È il luogo che conosco come utile a ripassare il cielo. Lo guardo con lo stupore che ogni stagione porta con sé: è la differenza lo stupore. Non siamo davvero mai abituati alla differenza. E neppure al cielo così limpido e alla tenerezza siamo abituati.  Ed è bello scoprirlo ogni volta. Così ho pensato.

6 pensieri su “il dottor divago

  1. mamma mia … un bellissimo post e una romanza da brivido: addirittura “Il trovatore”,.. adoro Verdi! e anche la tua notte placida. Buonanotte amico mio

  2. Will, tu racconti in modo bellissimo per cui, a chi ti legge, sembra di essere lì, dentro le tue storie.

    Come sai, trovo e mi piace molto che il tuo raccontare sia come scorrere e sfogliare attentamente delle belle immagini che ti vengono mostrate da chi c’era e ti vuole rendere partecipe delle sue emozioni.

    Anche se è arrivato il freddo, che sia una bella e serena giornata, grazie
    Con un sorriso
    Ondina 🙂

  3. Grazie Ondina delle tue parole . Nelle mie storie ci sono io, non tutto naturalmente. Quindi sono un braccio di ferro tra ciò che vedo, percepisco e dico. Se comunque ne viene fuori qualcosa di gradevole ne sono felice. In fondo a nessuno interessa davvero guardare le diapositive ma sapere sé queste hanno generato pensieri e racconti , questo magari è più interessante. Effettivamente fa freddo soprattutto dove sono ora, ma si sta bene col caminetto acceso. Buon inizio d’autunno 😊

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