c’è una mucca in corridoio

c’è una mucca in corridoio

La situazione è complicata. Maledettamente complicata. E il rischio di confondere ragionevolezza con real politik è alto. Poi sotto traccia convivono i migliori e peggiori istinti di tutti quelli che un qualche conto in sospeso ce l’hanno, e sanno che se ci si siede sulla sponda del fiume qualcosa passa, non di rado è il cadavere di quel qualcosa, sistema o uomo, che pieno di boria si è infinitamente proposto come il migliore è semplicemente non lo era. Ma si può vivere sempre sulla sponda del fiume? Ad alcuni, non pochi e furbi, questo riesce, ad altri no. Questo riguarda tutti a partire dai partiti. Ma sembra si paesi sempre del PD e Il m5s come sta? Non benissimo se si osservano le pratiche da vecchia Dc che mettono assieme la giunta di Roma, gli scheletri a zonzo per i corridoi, mentre fuori ci sono le attese che non possono attendere. Marino era un mostro di cambiamento visto ora. Non c’è di che essere soddisfatti, però mi fa specie che chi ha perso malamente cominci a compiacersi delle difficoltà del vincitore. Ma anche questo è un modo per non fare i conti con le sconfitte. Non si è mai fatto questo conto ed è un’anomalia dell’Italia, qui si deve sempre vincere oppure non se ne parla. E così negli anni c’è stato uno smottare lento verso il fiume, chi è furbo si salva, gli altri semplicemente si disamorano. Eh si perché stranamente anche nella gestione della casa comune serve amore e autocritica. Non va bene l’autocritica? Almeno un po’ di sana autoironia che attraverso la percezione del proprio limite veda i problemi degli altri, dica che si è sbagliato e che si vuole cambiare assieme. Non questo racconto infinito di successi dentro una realtà fatta di crisi e di bisogni primari negati. Ha ragione Bersani quando con una delle sue metafore parla del non accorgersi della mucca in corridoio. È una casa comune che va a fondo, con allegra rappresentazione dei propri successi (?) si vuole ignorare che l’Italia è in crisi, che l’Europa è in disfacimento, che il mondo non è pacificato anzi comincia a considerare strutturale il terrorismo. Come dire: è un prezzo da pagare alla diseguaglianza, all’incapacità di affrontare i problemi delle persone, allo strapotere dei pochissimi rispetto alla miseria della maggioranza. Risalire dal greto del fiume per riprendere in mano, con umiltà, il proprio destino. Considerare che siamo davvero in una casa comune, che ci sono beni da non buttare e hanno nomi impegnativi, dignità, lavoro, legalità, onestà, tutela dei più deboli, diritti comuni, dovere civico, costituzione, ecc.ecc. Farlo con coscienza del limite, rispetto e attenzione e per favore smettiamola con la narrazione che racconta altro da ciò che si vede e fa perdere la voglia di ridere quando serve davvero. La narrazione è triste se non dice la verità, toglie la capacità di distinguere e disamora. E questo è un guaio, davvero un guaio per il presente e il futuro. A chi piacerebbe vivere in un Paese di indifferenti?

7 pensieri su “c’è una mucca in corridoio

  1. Mi viene in mente questa citazione del “Grande” Fidel Castro:
    il rivoluzionario crede nell’uomo, negli esseri umani. Chi non crede nell’essere umano, non è rivoluzionario.

  2. Adesso parlare di rivoluzione sembra una bestemmia, ma l’uomo è una scelta che rende tutto il resto più piccolo. Grazie Marta fai bene al cuore 😊

  3. Che sia perché ho conosciuto e frequentato persone per bene, PindaricaMente? Ho conosciuto anche le altre, potrei mostrarti le cicatrici dell’anima, però non smetto di tentare anche se spesso sono stanco. Magari è poca intelligenza, cocciutaggine, ma non demordo perché oltre ci sarebbe il cinismo e questo non lo tollero.

  4. il guaio che la politica sia solo malaffare e nessuno ne è immune. Come diceva quel sottile democristiano di Andreotti, che non ho mai amato, il potere logara chi non ce l’ha. Così tutti danno la scalata alla casa comune non per conservarla e migliorarla ma per saccheggiarla.

  5. Come a tutte le domande, se qualcuno ti offre denaro o favori: basta dire di no. L’opinione sulla politica è desolante eppure non è possibile farne a meno. Comunque continuo a credere che gli onesti siano maggioranza in questo Paese e che se non si tirano in disparte le cose possono cambiare davvero. Basta dire di no.

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