narcisi senza specchio

narcisi senza specchio

Il tipo umano è quello che ha bisogno  del confermare l’immagine e rassicurarsi attraverso il comportamento, e ha bisogno di farlo sapere. A sua giustificazione e necessità si potrebbe invocare l’epoca insicura, ma quando mai il mondo lo è stato? Oppure la pressione odierna verso l’individualità come misura del successo e dell’identità. Quest’ultima centralità diffusa dell’individuo potrebbe anche essere segno di un benessere inusuale nel passato, oltreché il modo per dividere il noi, di certo ingombrate per l’autorità. Potendo scegliere però meglio il benessere che il suo contrario. Comunque sia il narcisismo è ben presente nelle attese individuali, è trasversale al genere e riflette il bisogno di conferma della propria attrattività. Quando scivola in una perenne giovinezza, fa sorridere e non è difficile riconoscere anche i tratti propri in questo contemplarsi anziché vedersi. Così c’è una rivalutazione dei peccati di gioventù, che divengono senza tempo e percorsi con leggerezza. C’è però il limite precario del ricolo, e l’assenza di uno specchio perché se il narciso si guardasse davvero si vedrebbe e allora tutte le sue alzate d’orgoglio, il suo rappresentarsi, il racconto di sé apologetico diverrebbe quello che è ovvero una stanca necessità di essere più veloci del tempo, sapendo che ciò che non si è stati non può essere ora. Non è il narcisismo a far aggio al presente se esiste spirito critico, ironia, capacità di vedersi e accogliersi per quello che si è ora, sapendo che non si è da buttare anzitempo. È il giovanilismo ad essere pernicioso per il narciso senza specchio, una autostima invece serve assai e rende diversi e consapevoli, almeno davanti allo specchio sia esso reale o interiore.

5 pensieri su “narcisi senza specchio

  1. Hai toccato un punto dolente di questa società egoista che pensa al bene individuale come qualcosa di irrinunciabile. Poi ci si lamenta se si avverte intorno a sé indifferenza o mancanza di stima, come se fossero gli altri a mancare di rispetto.
    Sarà effetto dei social, del web, della mancanza di valori e ideali che non siamo riusciti a trasmettere ma la società attuale scivola sempre di più verso egocentrismo, di cui il narcissismo è un effetto vistoso.

  2. Purtroppo hai ragione nwb, questo individualismo ha qualche pregio nel prolungare giovinezze ma fa perdere la misura del limite e soprattutto isola nelle proprie necessità. Più che metterle assieme chiede di essere oggetto di attenzione rimanendo staccati. Insomma è egoismo. Il potere ci sguazza e usa tutti i mezzi, dalla competizione esasperata nel lavoro al web. Mi sorprende la facilità con cui si costruisce un rapporto è lo si distrugge, come se tutto fosse leggero, ma allora diventiamo leggeri e poco importanti anche noi e questo non ci va bene, però la moneta è la stessa. Grazie per il tuo commento che mi fa ulteriormente pensare.

  3. mi sembra che quanto più si conquistano libertà e diritti (seppure sacrosanti, soprattutto rispetto ad una vita programmata ed imposta dall’alto) tanto più ci si sente per un certo verso senza protezioni, ovvero senza “genitori”, e questa sensazione di disagio ci porta a concentrarci maggiormente su noi stessi: se a noi non pensa nessuno, chi può farlo? dobbiamo dare la precedenza assoluta a noi stessi ad ogni costo… chiamiamolo con qualsiasi nome, è lotta di sopravvivenza. grazie a presto

  4. Pensare a noi stessi è anche renderci conto di chi ci sta attorno. Del fatto che pensi, che senta gioia o dolore. Che provi sentimenti, insomma l’ama il te stesso portato anche all’altro. è una educazione all’altro che parte da noi. Noi che siamo al centro del nostro mondo, e che dobbiamo identificarci. E questo avviene per confronto, per differenza oltre che per introspezione e scoperta. Gli altri sono la misura che adoperiamo per sentire l’io. Capisco bene cosa intendi per quel senza genitori, Federica, e come l’assenza di autorità esterna agisca sulla libertà. Sullo sperimentare i limiti di essa e nostri. Alla fine c’è chi cerca un equilibrio di libertà e chi corre in continuazione perché ha timore di cadere, entrambi i generi vogliono vivere più che sopravvivere.
    Grazie per la riflessione. Preziosa.

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