cuore di pezza

cuore di pezza

Un cuore di pezza, che facilmente s’aggiusta. Ad impunture grosse oppure a serrati punti croce. Un cuore rosso fuoco, morbido al tatto, favorevole alla tenerezza, propiziatorio nel fraintendere, generoso nel darla a bere. Un cuore che si preoccupa dell’altro scegliendo per se solo, che sconta i suoi tradimenti qualche volta verso sera, che trova le sue ragioni e le abbraccia comprensivo. Un cuore che si ripete che la vita è prima di tutto sogno e poi risveglio.

Un cuore autonomo, con sentimenti morbidi, uso all’uso, perché di cuore si vive e prospera. Un cuore che ragiona, confortevole, che scinde mantelli, novello san Martino, ma non scende da cavallo se non c’è motivo. Un cuore che accoglie il razionale, gli riserva il giusto posto a capotavola, si ricorda che rompere è facile, aggiustare difficile, non ferire, impossibile.

Un cuore per l’assedio, la carica e il corpo a corpo, ma anche per l’ozio e la distanza. Un cuore che accolga il nome dell’odio e dell’amore e li distingua bene, ma non dia soverchia importanza. Né all’uno né all’altro. Un cuore che cresca col tempo, che sia portatile e pronto alla bisogna. Un cuore da gettare oltre l’ostacolo per vedere l’effetto che fa.

Un cuore che ben nuota tra i sentimenti, che usa la solitudine come arma, che sa che è cambiato il tempo e dura tutto troppo poco. E allora si fa una ragione prima d’una scelta, perché sa che gli addii sono così frequenti che l’abitudine li rende accettabili. Ma il cuore serve rosso, morbido e presentabile, meglio se con qualche cucitura ben in vista. Serve a far consolare, a rendere definitivo il relativo, eterno il momentaneo, reale l’immaginario. Serve assai un cuore di pezza, peccato che chi lo possiede non lo ceda e chi lo vorrebbe non riesca a costruirlo.

14 pensieri su “cuore di pezza

  1. Usare la solitudine come arma è propria dei cuori feriti, quelli che in realtà hanno paura che possa riaccadere, e allora si creano una realtà in cui si dicono felici, e magari se ne convincono pure, però lo sanno che è solo una finzione.
    Bellissima riflessione e grande scrittura

  2. Per un cuore di pezza la solitudine è un modo per attirare, per questo diventa un’arma.
    Voi parlate degli altri cuori, quelli che feriti si rattoppano e per chiudersi o attaccano o stanno in silenzio, disperando d’essere riconosciuti.
    Buon risveglio a chi sogna 🙂

  3. Che, sia, il cuore, di pezza o di marmo, che sia esso sperduto o consapevolmente palpitante, che sia caduto nelle malie dell’ amore, o sanguinante di ferite sconfinate, in fondo cosa sa ???
    “Sa soltanto quell’ infinitesimo di tempo, … fra un palpito e l’ altro”, scrisse il nobile, e mai troppe volte, ricordato Don @Alessandro Manzoni ! 😐

  4. Che strano flusso si agita in me, dal più profondo del cuore : sono tifoso della “Magggika”, il bambino che è in me ( ah … il cuore ) l’ adora ‘a prescindere, l’ adora pur sapendo che i giocatori che la rappresentano in campo sono mercenari miliardari !
    Ebbene, l’ altro ieri la Roma ha perso nell’ algida Torino( bene e con dignità … ma ha perso la partita ) contro la sempre vincente Juventus …. ed ecco (ri)nascere in me una sconfinata malinconia, senza senso nè ragioni !
    E allora … coda fare, in tali circostanze, come far cessare questa mia tristezza sconsiderata ??? 😦
    Il mio errare fra lande sconosciute, mi spinge a condividere con te, @Wil caro, e con le tue romantiche lettrici questo brano, in cui si respira una immensità dentro la quale, per tutti/per tutte, non è amaro sprofondare !!!
    °°°

  5. Simpatizzavo anch’io per la Roma l’altro giorno, come interista da sempre 🙂
    Grazie per il Link è una canzone che mi piace fin da quando è nata. Chissà che ne pensano le lettrici? 😉

  6. Non so quando è uscita, ma è davvero molto bella, Will.

    E grazie a te, Bruno, per i tuoi sempre gentili pensieri per noi femminucce 😃😘👌🏼👏🏻👍🏻
    Un sorriso
    Ondina

  7. Ieri sera, @Wil, sedevo accanto a te davanti alla TV … e con te tifavo disperatamente per l’ Inter contro la Juve !
    Ma la Juve. che già ha nel dna l’ obbligo di vincere sempre & comunque, riuscì a trovare quell’ aiutino arbitrale ( la frettolosa espulsione di un interista ) che le consentì di sovrastare l’ Inter che, finchè si giocò in 11 contro 11, le aveva tenuto botta con ordine e dignità …. tacci loro ai zebrati ! 👿
    E allora, vogliamo rifarci il cuore con un “Grande” Cantante ingiustamente dimenticato ???
    E, magari, con la speranza reciproca, che anche alle tue leggiadre lettrici piaccia riscoprirlo ???
    Bene …. oggi @Peppino Gagliardi, ancora attivo nel campo dello spettacolo, non si è ancora ripreso dalla depressione in cui cadde alla metà degli anni ’60, quando l’ arrivo strepitoso in Italia dei @Beatles, dei @Rolling Stones e dei loro emuli americani, spazzò via dalle scene Grandi Artisti come lui ( un bambino prodigio che a 8 anni già si esibiva in teatro suonando, magistralmente, la fisarmonica appresa “da autodidatta”, e che successivamente aveva conseguito al Conservatorio il diploma di ‘pianoforte e composizione’ ), come @Carosone, come @Bruno Martino e come tanti altri ! 😐
    Ascoltalo bene, @Will … mentre canta dal vivo timido ed emozionato, sebbene avesse calcato le scene da quasi vent’ anni ! 🙂

  8. Pardon … ecco il pezzo di cui parlavo … ed cui link era sfuggito al mio precedente commento ! 😳

  9. Grazie Bruno, per questi ricordi che attivano anche i miei. Questo brano sin da allora lo associo alla corrente un po’ malinconica delle fine estati, di cui Bruno Martino era l’epigono. Nelle timidezze di quella mia età erano significativi perché sembravano sempre un po’ parlarmi direttamente. Poi Ottobre e l’incipiente inverno padano facevano il resto. 🙂

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