
Il tempo che ci serve lo consegnamo agli dei di passaggio,
per questo la luce riassume il vuoto lasciato,
ed è misericordiosa
mentre entra nella notte e promette un mattino.
Non uno qualsiasi,
non quello stanco d’ogni intelligenza del nuovo,
ci concederà un nocciolo d’energia,
simile a quello che ha generato un piccolo universo.
La speranza che ci sia ancora felicità,
oltre le lettere non spedite,
dopo ogni decisione che devia la strada,
perché i bivi non sono alternative
ma equilibri insani di timore,
infedeli alla strada del cuore.
Ovunque specchi per capire chi siamo,
e nell’approssimare l’immagine al desiderio
sappiamo che nel profondo si depositano verità che torneranno,
e sono pellicola sensibile
che ricorda, crea, domanda
s’era questo che avremmo voluto e che siamo.