cose che non si dicono

Non sappiamo nulla degli altri,
poco di chi ci sta vicino.
I pensieri, le attese, i bisogni nascosti nell’umore,
con la cura si coglie la superficie
e si parla al profondo dell’amare
ma è anche un messaggio a noi stessi,
alle speranze, al timore, all’incertezza, che ci accompagnano.

Le cose buone aiutano gli altri
e meno noi stessi
che conosciamo il limite,
cosa potevamo fare e dove ci siamo fermati.
Accettare la misura e la sconsideratezza,
la razionalità e la follia leggera
come quando si beve a un torrente di montagna.
Cogliere la nostra innocenza
nell’acqua fresca e limpida,
diventa la realtà,
nel sapore che sa di pietra e antico,
e riallaccia la certezza
di un bene che esiste
e ci accompagna.

Così nell’andare e nel fare
la cura mette assieme il conosciuto
l’attesa, lo sconosciuto
e fa qualcosa che si pensa buono.
Questo volevo dirti
perché leggera era l’aria
e a tratti profumata,
e c’era ragione di sentirsi vivi
per questo e molto altro,
con il futuro dentro un presente
che rideva di nulla,
e nel timore agiva
facendo di sé alba di luce
e giorno da inventare.

5 pensieri su “cose che non si dicono

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