tempesta

La tempesta è arrivata silenziosa,
il vento, un respiro lungo e caldo,
qualche goccia obesa e poi la grandine,
tonda, importante, ritmata,
ha fatto risuonare lamiere, legno, plastica,
persino la tela delle tende da sole, suonava.
Gli alberi, le piante, si sono spogliate del superfluo,
in una conta che solo il caso conosce e pratica.
Perché è caduto questo frutto e non quello a fianco,
e i fiori, le olive, le foglie come hanno trovato un senso,
una disposizione che ha disegnato il loro condividere?
Le grondaie colme di ghiaccio hanno protestato,
anche le auto, i teli strappati,
si sono lamentate
e come è iniziato
tutto è terminato,
solo poche gocce d’acqua grosse
quasi lacrime per l’opera compiuta,
come per i fuochi d’artificio
che danno tre botti e il cielo torna buio.
Dalle case sono usciti gli uomini,
scuotendo il capo per i danni,
guardando il cielo in cui è tornato il sole,
e una massa scura si spostava verso est,
dalle finestre si sono scambiate voci,
commenti ripetuti,
poi le scope e i bidoni del verde hanno accolto l’imprevisto.
Nulla era come prima, era dopo,
e iniziava un pensiero d’ordine,
un rammarico e un relativo accogliere,
solo nei campi vicini, i girasoli e il granoturco
non si rialzavano dalla caduta,
credo pensassero ch’era immeritata
e loro innocenti vittime
che neppure avrebbero avuto nome,
solo danni.

2 pensieri su “tempesta

  1. Descrizione molto poetica la tua, che si è verificata anche da queste parti. Mentre si avvertiva lo scalfire della grandine, quasi fosse una punizione, sapendo che poi sarebbe arrivata la conta dei danni, non nego che il vento e la pioggia, per un momento, mi abbiano rimesso l’anima in pace. Buon sabato Willy. 👏🍉

    "Mi piace"

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.