Siamo la somma di troppo presente,
chiunque e comunque,
tutto ci è indifferente
e il differente fa paura.
Non lo sentite questo scontento
che alita freddo nei cuori,
fuori l’estate si protende,
è drago che alita fuoco
inzuppa le notti di meritato sudore,
stropiccia la luce d’ogni mattina,
eppure tutto diventa accettabile verità declassata,
opinione è il senso che gira nella ruota del criceto.
Assuefatti e in cerca di equilibrio
siamo noi a reprimere lo sdegno
della pace disprezzata.
Indifferenti all’ ingiustizia sociale, al povero,
allo straniero inerme,
al lavoro gettato come pastura
senza dignità,
ci lasciamo togliere l’umanità.
Non si muove un moto d’orgoglio,
e già da tempo i venti di guerra agitano le bandiere,
chi fermerà l’ingiustizia somma di perdere di noi la pietà?
Chi protesterà la nostra innocenza davanti all’orrore?
Ci si assuefa alla rabbia,
alle parole senza verifica di senso,
dicono sapendo di mentire
e il credere si perde nel silenzio della mente
cosi nulla trapela dell’ennesimo sconfitta.
D’altri il compito, la responsabilità,
ma noi dove siamo per non dire dove eravamo.
Qui, ora si impasta il presente con il futuro,
qui ora, ogni sentire umano ha senso,
la vita nostra e di quelli che verranno,
dopo finirà questa estate del possibile
ch’è già autunno,
e sarà l’inverno.
Fuori estate cattiva, dentro un pessimo invecchiare. Sei bravissimo
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…”dopo finirà questa estate del possibile
ch’è già autunno,
e sarà l’inverno “…
Questo presente che impasta il futuro !
Le tue riflessioni così ampie mi ricordano il volo delle rondini, il tuo allargarti al mondo e poi si stringerti dentro.
La loro partenza preannuncia l’autunno, resta solo un cielo vuoto, e il silenzio del nostro inverno.
Buon pomeriggio Roberto e buona vita sempre e comunque 🤗🪺
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