andare e poi tornare

Nell’istmo stretto tra speranza e delusione,
collochiamo la nostra realtà:
quella vela tessuta
con pazienza e azione caparbia
e il cui il colore è pensiero,
Conosciamo la fragilità di ciò che facciamo,
ma il nostro guscio ha attinto ai grandi,
ascolta il lamento di chi non ha difesa,
la fatica del tirare avanti:
non è forse speranza questa
che sente in sé il mutare e lo agisce?
Ogni giorno, è a rischio l’integrità del vascello
ma un piccolo passo consolida la metà.
Attorno e dentro noi, la bellezza di una storia
si mescola col nuovo che non distoglie lo sguardo,
non viviamo di ricordi
ne sentiamo la responsabilità per il futuro
e se nel mondo cala il buio dell’ingiustizia
ad ogni uomo deve essere resa speranza
e tempo
perché finisca la notte e vi sia luce di pace.
Facciamo ciò che possiamo,
senza deflettere, senza timore,
I nostri errori sono sempre pagati
ma ogni conquista dev’ essere difesa.
Chiediamo con la forza umile di chi mette sé a disposizione,
aiuto,
chiediamo perché venga visto il giusto
e la sua necessità,
Chiediamo nuova condivisione
e trasparente intento,
per ogni giorno che a tutti è donato
e atti di umanità, pietà grande che tolga l’ingiustizia,
Chiediamo vita, dignità e onore agli uomini e alla terra,
eguali, finalmente eguali.
Questo il nostro navigare ad Itaca
e il tornare per dare equità
e pace al nostro vivere.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.