vorrei parlar d’amore

Vorrei parlar d’amore,
di quello quieto, ma anche dell’altro che ustiona e brucia.
Vorrei dire che un passo, non uno qualsiasi ma quello,
nell’indefinibile infinito, s’è compiuto,
e che l’amore al tempo della paura è più maturo e dolce.
Vorrei dirlo, e tra le mani rigiro il vaso del fragile sentire,
porcellana esile e fine, trasparente quanto le è concesso.
Se piano l’agiti s’odono le parole pronunciate,
quelle trattenute, quelle pensate e poi svanite,
e suonano del tintinnio dolce degli amanti,
sperando come nulla mai potrà
mentre si lamentano d’ogni assenza,
termometri veritieri di noi, del tempo.
Nulla dice che qualcosa sia mutato nell’amore,
ch’esso si sia unito e quel passo sia compiuto,
ma come in ogni giorno di bufera i corpi si stringono,
cercando il definitivo vivere, in un bisogno che non muta.

2 pensieri su “vorrei parlar d’amore

  1. Non devi usare il condizionale, d’amore hai parlato nel modo migliore. Con gli anni e il tempo che passa diventi ogni volta più profondo. Ti ammiro molto.

  2. Caro Enzo, troppo buono, dell’amore non si finirà mai di parlare. Tu con le tue parole, io con le mie e chissà quanti altri con parole che vorremmo sentire, così non si esaurisce il mistero. Per nostra fortuna 🙂

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