un albero

un albero

Ti sei lasciato scavare, piano, con gli anni, da uccelli che inseguivano insetti,

insetti che volevano cibo e poi talpe, topi,

animali che correvano e lenti innamorati.

Questi ultimi toglievano un po’ di pelle, scrivevano date, promesse, tracciavano cuori.

Era corteccia, ma era pelle, respirava,

ricca d’amore, sensibile al vento e alla pioggia, si godeva il sole e l’ombra che arrivava nel giorno,

fino al fresco della notte.

Rabbrividiva, nel sentire una schiena che si posava,

e una parola incisa la faceva trasalire. 

E in questo imparare, il corpo s’è curvato ad accogliere,

a tenere, aria, vita, acqua, amore.

Di questo essere, vorrei dar testimonianza,

del tuo accogliere,

ed essere storia d’abbracci, senz’altro dire. 

Perché l’abbraccio è da solo una lingua,

una pazienza,

una forma dell’ amore.

8 pensieri su “un albero

  1. Che bravo che sei stato a dar voce all’albero: non è comune usare empatia e tenerezza anche nei confronti suoi!

    A proposito:
    talvolta mi sono chiesta quanta sensibilità abbia un albero e se provi fastidio nell’essere inciso …
    Chissà!

    Un sorriso
    Ondina 🙂🙃🙂

  2. Foglie metteva un albero del monte
    ad una ad una e il sole le indorava,
    venne l’ autunno e non le perdeva
    quercia era lui … e verde la sua fronte .

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