volti

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Questa fotografia è stata scattata nel 1968, durante la festa delle matricole, poi di fatto abolita dalla contestazione. Non conoscevo gli studenti fotografati. L’ho conservata pur essendo priva di riferimenti personali. E di fatto non contiene nulla. Nulla di conosciuto.

Già allora mi piaceva fotografare volti, figure, corpi, mi sembrava che le storie contenute si potessero intuire da una espressione del volto, da una posa, dagli occhi. Mi sono chiesto, e lo faccio ancora, come si sono svolte le loro vite. Dove sono adesso. Ho la sensazione che nei volti ci sia una continuità che resta, come un’eco di qualcosa di accaduto.

Non sono mai stato un gran fotografo, ma mi piaceva, già allora, fissare ciò che percepivo, intuivo. Stranamente il vedere veniva dopo, magari leggendo la fotografia in camera oscura. Associavo le fotografie a un pensiero, a un suono, un odore. Di allora restano parecchi negativi, spesso non stampati. Mancavano i soldi.

Mi accorgo che documentavo qualcosa a me stesso.

Fotografavo spesso sconosciuti e privi di particolarità forti. Oggi si guarda una foto per riconoscersi (teologia del selfie) oppure per riconoscere o per meraviglia. Il resto fa parte di quel mondo poco interessante che è la realtà. E pur fotografando la realtà mi pareva di distorcerla con le persone, con i loro pensieri, le attese, la normalità unica d’ogni vita. Per questo volevo aggiungere i volti alle cose, perché loro avevano un’altra percezione rispetto alla mia. Ed io non l’avrei mai conosciuta, ma ritenevo possibile che essa in qualche modo mi arrivasse.

Devo dire che anche adesso ho la stessa illusione e che nel fotografare spesso cerco qualcosa d’altro rispetto a ciò che apparentemente vedo. Non sarò mai un buon fotografo, ma in fondo la fotografia è una scrittura e l’adopero come mi viene. Proprio come le parole.

4 pensieri su “volti

  1. Le fotografie più vere sono quelle scattate di nascosto, inaspettate, quando ci si mostra davvero per quello che ci dava quel momento. Non lo sono di sicuro i selfie, in cui non si fa altro che mettersi in posa! Buona giornata!

    Date: Wed, 21 Oct 2015 21:41:59 +0000 To: silvia-1959@live.it

  2. Ho fotografato ciò che si mostrava senza ritegno, l’inconsapevole che viveva se stesso ed è ciò che più mi attrae, ho anche fotografato ciò che si rifiutava ( e qualche problema ne è sorto a volte). Non ho mai avuto cattive intenzioni o morbosità, era difficile spiegarlo per cui l’ inconsapevole è stata sempre la scelta migliore. 🙂

  3. Tu sei un grande fotografo Willy, perché è la mente che esegue per prima la fotografia, la vera fotografia cioè : l’aspetto nascosto del visibile. Tutto il resto: fotocamera, diaframma, sensibilità, obiettivi, tempi, contrasti ecc. ecc. sono ovvie e banali formalità utili soltanto per far vedere agli altri ciò che la nostra anima ha percepito dell’immagine che ci sta davanti.

  4. Ti ringrazio Giallo, è un grandissimo complimento detto da te, che fotografo lo sei davvero. E grande e pieno di poesia. Le mie sono annotazioni, il fatto che siano immagini aiuta a riprenderle con più esattezza, ma è quello che c’è dietro che m’interessa.

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