pioggia d’agosto

Cerco nella pioggia di questa notte un segno. Questa, della ricerca dei piccoli segni che dicano ciò che già sappiamo, è arte da indovini da bar, fonte di parole inutili sul finire di stagione, pronte a stupirsi d’un caldo improvviso, di un mare ancora pieno di persone, dei vestiti che restano vaporosi come i pensieri inutili sul tempo. Si cerca il fine della stagione, quasi non si sapesse quello che alla lunga verrà, e che in questo mese indeciso, comunque qualcosa è passato. Conosciamo il ripetersi, attendiamo ciò che ci piace con leggera malinconia per il passato, sempre inadatti alla sorpresa del nuovo. Eppure tra le righe dei pensieri questo fa capolino, si attende che qualcosa ci sorprenda, raddrizzi le facili previsioni, ci porti oltre le gioie che già fanno parte delle abitudini.

Guardo il tempo, seguo le temperature, in realtà non cerco la fine di qualcosa ma un mutare d’aria. E’ alle spalle un anno e so che non è vero, che il tempo non si misura in anni ma in stagioni. E che neppure si misura, ma si guarda nel suo ripetersi mai uguale partecipando a ciò che viene. Essere nel tempo e fuori d’esso, nel nuovo e in ciò che si ricorda: indago i motivi del qui e ora. Così nel dormiveglia di quiete, sfavillano i pensieri e ascolto la pioggia sul tetto.

Domattina il sole si farà strada tra le nubi, puntiamo sui Rokes, va … 🙂

pioggia al mare

La pioggia è iniziata confondendosi col mare. La riva si bagna indifferente dell’una e dell’altra acqua. La sabbia reagisce, si raggomitola in piccoli cerchi per racchiudere l’intrusa. E’ strana la pioggia d’estate al mare: i cerchi sulle onde, il nuvolone nero che è arrivato dal posto sbagliato (ma non era tramontana? non s’indovina mai col vento), gli sguardi che si alzano sorpresi.  Nulla sembra durare a lungo, eppure è tutto un rimettere reggiseni e magliette, raccogliere cose, giochi, bambini. Le sdraio e i lettini luccicano d’acqua sulle loro plastiche forate, intanto si stipano asciugamani e imprecazioni per la giornata perduta, per i bimbi riottosi, per la sera ancora lontana. Le grandi borse colorate inghiottono tutto e piccole file si muovono verso i parcheggi con asciugamani sul capo.

Solo anziani lettori, si spostano di poco sotto l’ombrellone e continuano a leggere. Di tanto in tanto sollevano gli occhi e guardano curiosi la sabbia che si fa bruna, mentre il sole già sfrangia di luce  la nuvola.

verrà la pioggia di luglio

Verrà la pioggia di luglio, asciugherà l’aria, schiaccerà rivoli di polvere nel grigio ferro dei tombini, dalle pareti delle case solleverà l’odore di calcina mescolandolo con l’ozono dei fulmini.

Verrà la pioggia di luglio, segnerà la sabbia di cerchi, consumerà castelli di bambini che il mare avrebbe di lì a poco distrutti, mostrerà infinite bolle sulle pozzanghere ai rifugiati sotto i cornicioni.

Verrà la pioggia di luglio per confondere le carte meteo del caldo, per disattendere appuntamenti, per riportare il desiderio dell’azzurro oltre nubi gonfie di grigio, attiverà speranze di fresco, ricaccerà gli alpinisti nei rifugi.

Verrà la pioggia di luglio a promettere frescure serali e sole ardito di giorno, verrà a raccontarci l’estate, appiccicherà sensuali magliette sulla pelle, farà sorridere i ragazzi e i vecchi, spazzerà le strade dai pensieri grevi di calura.

Verrà la pioggia di luglio a distruggere acconciature strane, fermerà le bici nei garage, nasconderà i bikini in vestiti di cotone, libererà la spiaggia dall’odore delle creme, chiuderà gli ombrelloni in file piene d’attese.

Verrà la pioggia di luglio a liberare le notti al sonno, mostrerà la città fuori stagione, solleverà telefonini per raccogliere stupori, colorerà i tuoi occhi e tu neppure t’accorgerai che lo sguardo sotto la pioggia bagna la pelle.