il migliore dei mondi possibili

il migliore dei mondi possibili

Non interesserà poi molto quello che sto per dire, ma oggi un articolo su Repubblica avvalorava qualche mia intuizione (si intuisce ciò che non ha una base ragionata di dati) e i timori conseguenti sulla formazione di nuovi regimi illiberali e non democratici in occidente. Orban, il leader democraticamente eletto in Ungheria, e che in forza del consenso sta sopprimendo non poche libertà di dissenso, dice che il benessere degli Stati (e naturalmente sott’intende che questo coincida con quello dei cittadini) prescinde dalla democrazia liberale. Per cui ci possono essere governi illiberali, non democratici, financo non eletti, purché perseguano il benessere dello stato. L’Ungheria è un paese dell’Unione Europea e solo il calcolo politico e la debolezza politica dell’idea di Europa, hanno permesso che fossero più importanti l’euro e i parametri economici per far parte dell’Unione rispetto alla precondizione del rispetto dei diritti individuali e collettivi. Questo comporta che si possano dire e praticare teorie illiberali in Europa senza che vi sia alcuna sanzione e reprimenda. La democrazia non è un sistema perfetto, anzi il connubio democrazia/capitalismo ha elementi forti di perversione, ma da questo dire che si vive meglio in India o in Cina o in Turchia, ne passa. Di certo le democrazie capitalistiche non hanno risolto i problemi dei conflitti regionali negli ultimi 20 anni, spesso li hanno alimentati, ma la democrazia consente ai cittadini non solo di parlare e di dire ciò che pensano, ma di tramutarlo in indirizzo di governo. E la democrazia funziona come meccanismo che evolve il sistema anche quando le idee positive non sono maggioritarie, agendo con il controllo e con la proposta, per cui chi è minoranza può influire sulle decisioni. Per questo i segnali centralisti e forieri di poteri forti che ci sono in Europa e anche in Italia, sono gravi in quanto tolgono la possibilità che idee giuste possano farsi strada. Il fatto è che in questi anni, i governanti, i filosofi politici, gli economisti, non hanno ragionato molto sui limiti e sull’evoluzione necessaria per la democrazia, ma si sono crogiolati nei loro angoli di potere ben remunerato pensando che questo comunque fosse il migliore dei mondi possibili. Il problema è che hanno convinto anche i cittadini (parola bellissima che evoca responsabilità, coscienza e forza), che così si sono disinteressati dando per scontato che crescita economica e welfare fossero assiomi della politica e che la crescita economica fosse direttamente correlata all’esercizio dei diritti individuali e collettivi. Siccome non è così e Orban che comunista non è, indica in alcuni paesi l’esempio per cui le cose possono andar bene per i cittadini senza tanti orpelli democratici ( nei suoi esempi ci sono la Russia, la Turchia, l’Egitto, la Cina, ecc.) forse sarebbe bene che cominciassimo a preoccuparci. E preoccuparci significa capire ciò che accade ed agire di conseguenza. Se le cose hanno una storia, basti ricordare che Hitler fu eletto democraticamente, che Mussolini usò la maggioranza per modificare la legge elettorale e togliere, di fatto, il voto.  Basti ricordare che le ragioni di rifiuto della democrazia di allora non erano dissimili da quelle odierne e che attraverso un benessere presunto si ignorò tutto quello che era contro i diritti individuali, non solo in Germania e in Italia, e le conseguenze furono immani. 

3 pensieri su “il migliore dei mondi possibili

  1. Hai fatto un esame approfondito e dettagliato della situazione, hai assolutamente ragione, il pericolo c’è eccome, soprattutto quando palesi nuovi “dittatori” vengono scambiati per il “nuovo”!Buona giornata 🙂

    Date: Tue, 5 Aug 2014 21:23:30 +0000 To: silvia-1959@live.it

  2. Spesso si confonde la democrazia con l’economia capitalista, con la finanza che spopola da molti anni, che ci spolpa un pezzo alla volta. Si è ciechi, ormai. Il denaro, non lo Stato o i CIttadini, è il fine ultimo. Anche la Cina è arrivata su questa strada.
    I Cittadini hanno bisogno di denaro, ma anche di libertà, di idee, di scopi comuni, di un posto dove realizzare le proprie vite. Si mette in discussione la democrazia invece di mettere in discussione il sistema economico-finanziario. Appunto, si è ciechi.

  3. @ ogginientedimuovo: La percezione di ciò che ci accade attorno è al più posticipata, è subentrata una rassegnazione da assuefazione di diritti e democrazia e né gli uni né l’altra sono a prescindere. Per modificare il reale serve pazienza e analisi. L’economia e in particolare la finanza minano le nostre vite, non è ineluttabile, per questo avere obbiettivi e determinazione può modificare le cose e tenerci la democrazia.

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