quasi 30 settembre

Tra i fatti e noi c’è molto usato,
attese che hanno paura della realtà si occultano.
C’è una misura che ci definisce,
dovremmo accettarla per avere il molto che essa contiene,
ma l’ansia del limite la cancella.
Non è stato sempre cosi
era diverso un tempo. 
Ora la stanchezza curva le spalle,
sembra che esserci nel mondo basti
e che non sapere cosa accade
sia un fatto transitorio.
È questione di età,
del governare la vita con le energie che restano.
Abbiamo bisogno di piccoli solidi inizi,
e di tempo per capire.
L’increspatura in un angolo,
il ramo che appena spunta nel campo visivo,
l’ultima lama di sole che sfuma l’ oscurità.
è il giorno con un po’ di quiete,
che si duole per i libri e le passioni,
abbandonate sugli scaffali.
Ma ciò che aveva un senso ora ne ha uno differente,
e il mondo è sconosciuto
a questi testimoni un po’ severi
maestri del dover essere,
sbagliato d’apparenza,
e bisognoso di essenza.
Se capire oltre è da indovini,
allora la misura di sé è un rifugio,
è la nostra modesta verità.

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