
Tu sai l’aria che ruba il canto all’allodola,
la luce che tocca timida le case,
il suono della notte che sospira
la campana del mattino.
Tu dormi e distribuisci le tue carte ai sogni,
ne guardi il gioco,
e non senti l’attesa di chi ozia il vuoto,
non vedi il luogo dove avviene ciò che ti riguarda.
Sei solo sguardo e memoria,
che cerca tracce nei silenzi
mentre sono polvere I pensieri
pestati nel mortaio coi ricordi,
farina da spargere nell’aria
che ricade attendendo il vento.
Il tuo passo è importante
anche se non ha direzione,
cammini al centro delle strade
dove la città vecchia pudica si copre d’ombra
e nell’incuria ha perso la memoria.
Cerchi cosa c’era oltre il muro dei giardini,
guardi con gli uccelli della notte
la luce che filtra dai balconi schiusi,
e pensi agli impossibili amori,
alle paure e le corse sui selciati.
E il sostare per dar tempo,
alle domande che facevi,
perché era poi amato attendere
la voce dolce al cuore.
Poesia molto suggestiva.
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