
Al mattino riempio la brocca d’acqua fresca,
la trasparenza contiene la trasparenza,
non trattiene la luce eppure è luce.
Nei gesti che attendono, riposa il pensiero,
si muove nel sopore del tempo
seguendo sogni d’alterità,
si ordina, posticipa,
è trasparenza che guarda.
Ci sarà tempo costretto e anche fatica, ma verrà poi
con rumore di ferro
e l’odore della ruggine
maturata nel buio
di attese non tue.
Ora le cose parlano,
nella cura del primo caffè,
sento che il piacere viene sempre donato,
e così è il sorseggiare profumato che guarda
ed è guardato:
il verde che splende, la pioggia attesa,
le estati passate,
le ore che attendono d’essere colmate.
Attorno le cose pensano al modo dei gatti
quiete, pronte al balzo e alla carezza.
Tutto inizia altrove
e prima,
tra lievi arroganza d’essere e disporre,
nelle mattine di altre attese,
ora sento una coltre di pensieri,
d’altri e miei,
e in essa il tempo si rapprende.