l’innocenza del leggere e dello scrivere

l’innocenza del leggere e dello scrivere

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C’è puro piacere nel lasciar uscire le parole sulla carta. Sbocciare sarebbe il verbo esatto, come fanno i tuberi che hanno una vita sotterranea ma vogliono saggiare la luce, come le erbe, come gli animali attratti dal cielo, come gli alberi che hanno bisogno d’essere sé. In fondo scrivere è tradurre quello che vedono gli occhi e che viene elaborato in qualche circuito di sinapsi e mitocondri. Insomma un mostrare ciò che si è percepito e mescolato con quello che si è. Questo è scrivere.

Non c’è un motivo particolare, non ne servono per scrivere, è una piacevole necessità, un bisogno d’ordine interiore che assomiglia vagamente all’innocenza. E quando si scrive senza un fine, si è innocenti.

Ma più che nello scrivere, che comunque dipende, e siamo, noi, sarebbe necessaria la giusta leggerezza del leggere. Leggere tutto quello che attrae e ovunque. La trama di tappeto, ciò che sta tra le righe di uno scritto, il libro che ci prende così tanto e che vorremmo divorare e non finire mai, la levità del tratto, l’aggettivo, il verbo che spinge una intera pagina, l’immagine che da quel momento farà tutt’uno con il significato di una parola, il bisturi che disvela, l’immagine, una fotografia, uno stato d’animo, ecc.ecc.  Tutto questo, e molto d’altro, letto e poi fatto uscire con la nostra penna, tra le nostre cose, disperso come sale, saporoso, indeciso, acuto, insoddisfacente, è il nostro scrivere. Leggere serve a scrivere. Leggere senza un fine è anch’esso innocente.

E poi nel tempo lento del leggere e dell’assaporare e quello veloce e furioso dello scrivere, c’è una sintesi di ciò che siamo noi. Una mappa che per quanto gli esperti nel carpire segreti si sforzino di comprendere non sarà mai del tutto chiarita, perché tale è l’innocenza dello scrivere e del leggere per sé.

4 pensieri su “l’innocenza del leggere e dello scrivere

  1. Bellissima riflessione, la tua!
    Come ti ho detto più volte Will, tu possiedi l’arte della scrittura. Poi mi piace come scrivi e quel che scrivi mentre io mi “accontento” solo di leggere.
    Ma la lettura è la prima passione, la più antica di tutte le mie, della quale ho consapevolezza e memoria da quanto ho imparato a sillabare.
    Essa è stata l”amica” che mi ha fatto tanta compagnia soprattutto nelle estati solitarie della mia infanzia al paese.
    Ma la lettura mi accompagna ovunque e comunque.
    Mi ci perdo a leggere, il tempo mi sembra si fermi, qualsiasi cosa leggibile mi attrae. Spesso anche solo le etichette dei detersivi o le istruzioni di qualcosa che mi passa per le mani, se non c’è altro di più interessante, quindi non solo libri.

    Un sorriso e un augurio per una bella giornata, grazie
    ciao
    Ondina 🙂

  2. Bello. Credo che, nell’inseguire la conoscenza di qualcosa, che ne so, un lampo, un suono, una parola, una visione, ci sia dietro, o nel mezzo, sempre l’innocenza incontaminata che cerca di superare o attraversare altre contaminazioni. E questa ricerca è gioia la guidasse pure un inconscio dolore. Esagerando come un parto dopo la seminata di spermatozoi. O un fiore che a un’altro si aggiunge nel giardino, appunto, come hai detto così bene e in maniera poetica. Ciao, Mirk

  3. Leggere è una possibilità in più Ondina, e se ami questa possibilità non smetterai mai di esercitarla. Anch’io leggo molto e da molti anni, non saprei come fare senza. E leggere mi ha sempre dato qualcosa, per questo penso ci sia una gratuita nel leggere che restituisce la complessità del mondo e delle sue realta. È davvero una cosa grande e il fatto che ora possa essere di tutti mi stupisce per la potenza che questo porta con se, potenza non esercitata ma forse oltre a leggere si dovrebbe insegnare ad avere la capacità di discernere nella realtà comune, ovvero applicare il molto che riceviamo dai libri nel vivere meglio.

  4. Buon giorno Bianca , tu questa ricerca del bello e del capire la conosci bene avendone fatto oggetto di vita. Ed è giusto sentirla sempre come un fiore che sboccia, come il nuovo che nasce. Un sorriso.

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