espunti dalla realtà

espunti dalla realtà

Nessuna prima pagina dei giornali su carta parla dello sciopero di domani. E’ significativo, la stampa si conforma ad una idea per cui chi protesta è marginale. Il fatto che vi sia un declassamento delle idee a favore dei personalismi, delle banalità momentanee è un processo che dura da tempo, prima sui talk show, ora ovunque. Anche l’antipolitica viene derubricata a fatto accessorio, serve anch’essa ad una maggioranza fatta di pochi che raccontano un paese diverso da quello che esiste.

I lavoratori, i pensionati, non fanno notizia, espunti dalla realtà, assieme alla crisi strutturale. Scompare l’aggettivo epocale quando servirebbe davvero e la crisi viene trattata come problema transitorio. Del resto sono scomparsi anche i suicidi di imprenditori. Le morti strane e poco spiegabili diventano trafiletti di interruzioni di servizi: una persona è caduta sotto un treno, due ore di fermo della linea ferroviaria.  Non basta più una storia, un morto, serve qualcosa che superi l’indifferenza. La crisi silente, i disoccupati atomizzati in migliaia di piccoli fallimenti e ristrutturazioni aziendali, sono un elemento di sistema e ciò la dice lunga sull’utilità di una informazione che sta diventando conformazione. Embedded.

Solo il caso, lo scontro fisico fa notizia ormai, questo sindacato ha stufato, si sente ripetere e Renzi l’ha capito subito. Ma di quale realtà si sta occupando chi per mestiere dovrebbe riferire ciò che accade? Va bene così? Chi riguarda la crisi, come se ne esce, quali alternative ci sono?

Domani chi sciopera ha una realtà diversa di quella di cui si parla, anche così il popolo si divide, anche così il potere diventa nemico, e invece avremmo bisogno tutti di unità, non di conformazione, di obbiettivi condivisi non di prove muscolari, ma non se parla e chi sciopera non si sente ascoltato. Il danno diventa anch’esso strutturale.

4 pensieri su “espunti dalla realtà

  1. L’attuale crisi sociale sfianca solo chi “debolmente” ha creduto forza quella Democrazia per cui “fronti pure” la siglarono col sangue affinchè non perdesse i suoi connotati di unità coraggio linfa anche quando lo scoraggiamento di una realtà frantumata dal disorientamento degli stessi leader l’avrebbero potuta frenare. E lo sciopero di domani 12 dicembre 2014 è voce di quelle stesse fronti pure anche se rose cresciute nel deserto. Mirka

    P.S. vorrei poter scrivere di più su questo tema che mi sta a cuore come a te,ma in questo periodo ho un serio problema agli occhi. Un altro mio limite aggiunto a quelli in corso. Accettiamolo col cuore grosso. La vita è sempre fuori e al di là dell’uomo Ragno

  2. I mezzi di comunicazione ci somministrano quel che vogliono, quel che fa comodo, quel che serve al potere e quel che occorre per tenere il popolo bue, imbalsamato e indifferente, abituato oramai a tutto, come è da anni.
    Per questo motivo e perché ci somministrano solo tragedie, una sfilza di necrologi e ammazzamenti, polemiche politiche infinite e resoconti di corruzione e ladrocini, chiacchiere vuote e solo inconsistente apparenza, sederini levigati, labbra, seni e zigomi che sembrano scoppiare, nulla di concreto e positivo ma tanta fuffa, sono oramai un paio d’anni che non guardo più la tv. Alcune trasmissioni poi servono per far sbollire la rabbia e l’indignazione dentro i confini della trasmissione stessa, o poco più in là.
    Ma il mondo, per fortuna, non è solo quel che vogliono farci credere e che ci raccontano.

    Il sorriso qui stenterebbe a venire per quanto sopra, ma uno a te lo lascio, profondo padrone di casa.
    Ciao Will, buona giornata e buon fine settimana 🙂

  3. Grazie Ondina per le tue parole. Condivido tutto, aggiungo solo che c’è una libertà di scelta e che non si diventa buoi per caso. Ciò che mi infastidisce è la pretesa dell’informazione di chiamarsi così, a me sembrano tutti consiglieri del principe che non vogliono pagare il dazio di avere un consenso, per cui si conformano. Semplicemente. Buona giornata e buon fine settimana a te e a chi passa 🙂

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