8 settembre

8 settembre

Oltre le parole, sempre difficili in politica nei loro tempi, affidabilità e univocità, mi inquieta quella fotografia dei 5 giovani leader sul palco della festa dell’Unità di Bologna. Guardiamola: tutti vestiti allo stesso modo. La camicia bianca aperta e le maniche arrotolate, i pantaloni informali, per 4 sono neri, per lo spagnolo ci sono i jeans. Il messaggio sulla gioventù che cambia il mondo e si ritrova assieme, è evidente. I segni non sono banalità nella nostra società. Insomma si consacra un’ iconografia. Sul terreno delle idee e del cambiamento le cose sono più complicate, i poteri forti sono ancora forti e vecchi. In quei poteri anche i giovani sono subito vecchi perché i principi del denaro non perdonano, sono evangelici, o dall’una o dall’altra parte, il barcamenarsi non è consentito. Lo sappia Renzi, ma forse lo ha ben compreso. E oltre alle parole che attendono concretezza, cosa m’ inquieta? Quell’assonanza con una vecchia fotografia di Berlusconi in vacanza dove tutti avevano la stessa tenuta e la maglietta a righe. Non posso fare a meno di ricordare che anche qui valeva il dentro o fuori e il dissenso aveva vita grama. Divise, modi d’essere, di appartenere. A me ancora piace il pensiero libero per quanto può, la possibilità di dissentire, il dire ciò che si vede e si pensa. E’ strano, una verità, pur parziale, dipende da chi la dice, dalla sua età, dalla sua storia. Difficile discutere sull’oggetto, sull’evidenza, meglio parlare di ciò che muove le parole, anche il dire la verità, che cessa di essere tale. E questo è vecchio, terribilmente vecchio, in politica è il processo alle intenzioni.

8 settembre: comunicato del generale Badoglio che l’Italia ha chiesto un armistizio agli americani. Badoglio è lo stesso di Caporetto, quello che una commissione parlamentare riconobbe insufficiente nella sua azione e nei suoi ordini per evitare la disfatta. Allora, nel ’17 non dette ordini necessari, non fu rimosso, fece carriera e l’8 settembre ’43 si ripetette. Nel comunicato, non ci sono ordini, nessuno sa che fare, neppure il nemico è determinato. Chi ha voglia e tempo di leggere su quei giorni, si accorgerà che da qualunque parte si guardi fu chiesto ai soldati l’eroismo e l’amor di patria e dall’altra parte ci fu la fuga a Brindisi e l’abbandono dell’Italia ai Tedeschi. Una vergogna incancellabile.

Mio padre era a Bologna l’8 settembre, divisione Ariete, i resti di quanto rimasto dopo El Alamein, Alla mattina del 9 settembre, in caserma c’erano 1000 uomini, oltre cento carri armati, nessun ufficiale. La caserma fu circondata da un battaglione tedesco, non c’era neppure chi potesse discutere la resa. Il 10 i militari, erano già incolonnati per essere deportati in Germania. Mio padre scappò durante il trasferimento, gli andò bene, spararono ma non lo presero. Poi gli anni di macchia fino al ’45. Parlo di questa storia di casa perché non pochi morirono nei trasferimenti e in Germania, altri in Italia, ed erano persone che non avevano scelto di morire, ma semplicemente avevano detto di no all’arruolamento nella R.S.I. o tra i tedeschi, o alla vergogna.

8 settembre. Ieri in piazza della frutta a Padova, c’era don Ciotti, e 2000 persone a sentirlo. Poi hanno cenato assieme senza distinzione di censo, età, religione, colore della pelle, sesso. Come dice la costituzione per i cittadini che hanno scelto di vivere in questo Paese. Era bello vederli in fila che attendevano di poter riempire un piatto magari con cibi mai mangiati prima. C’erano menù di vari paesi e tutto era gratuito ed è finito anche troppo presto, perché le persone avevano voglia di stare assieme, di essere in piazza, di sentire la città, mentre arrivava una notte finalmente tiepida e amica. Don Ciotti aveva detto, concludendo, che le mafie e l’illegalità sono più forti nei momenti di crisi, che non bisognava avere paura ma opporsi, vivere una vita per ciò che si sente giusto, perché quello è vivere. Poi s’è fermato, è stato un momento, come un pensiero, e ha ripreso dicendo, non ho paura perché non sono solo, ma siamo noi. E quel noi mi è parso così grande che non era settembre ma primavera e noi non avevamo davanti il declino, ma la speranza.  

8 settembre, sembra sia tornata la stagione giusta, fa caldo. Finalmente. E’ bello pensare che settembre è un mese che contiene cose, ricordi, possibilità, futuro. In fondo non cessiamo mai di essere scolari e la scuola di allora ha ancora un senso dentro di noi ben oltre ciò che si è appreso. L’anno successivo alle elementari tornai nella mia vecchia scuola: era tutto diverso, non appartenevo più, eppure quei luoghi così distanti erano stati la mia dimensione. Lì ero cresciuto ed era divenuto piccolo il cortile e il banco, ora crescevo altrove, ma capivo già allora che quello che era accaduto non se ne sarebbe andato. Mi sembrava assoluto e solo poi ho compreso che gli assoluti durano meno della vita di un uomo.

8  settembre, sembra che si apra un nuovo attraversare gli anni e il tempo. E’ bello pensarlo, come è bello guardare attorno, vedere ciò che mi piace e ciò che non gradisco. Non assolversi dalla capacità di vedere, capire, prevedere. Ieri pensavo ad un autore che amo assai: Heinrich Böll, al fatto che diceva che amava tutto della vita, il dormire e lo svegliarsi al mattino, l’amore  e la sua difficoltà, la fatica e il riposo. Ciò che non amava era l’essere costretto a fare cose inutili, la burocrazia, gli obblighi senza senso, e mi sono ritrovato così tanto nelle sue parole che ho ripreso un suo libro. E leggendolo sentivo che settembre è un mese per iniziare bene, ma non è un mese per i furbi, per i potenti, per i codardi, è un mese per gli uomini. Quelli normali, quelli che si oppongono se pensano non sia giusto, per quelli che vogliono amare ed essere amati, per quelli che sentono che hanno da fare, e pure molto, e che quel fare li riguarda. E’ cosa loro. 

3 pensieri su “8 settembre

  1. Non lo so sinceramente ogni volta in quello che fa Renzi non ci vedo mai “spontaneità”….mi sembra sempre tutto studiato e tutto costruito…..non saprei come spiegarlo ma mi suona molto “finto”.
    Vedremo…
    Buona settimana.

  2. Complimenti Will, per il tuo analizzare l’8 settembre sotto diversissimi aspetti. Ma due di essi mi colpiscono particolarmente.
    Mio suocero faceva parte della divisione Pasubio, artiglieria. L’8 settembre, dopo essere rientrato dalla Russia, era passato nell’artiglieria contraerea ed era, per un corso radar, a Magdeburgo; è stato preso e il giorno dopo imprigionato in un campo di lavoro tedesco ad Altengrabow (Germania est, per capirci).
    Ha lavorato durissimo per ben due anni come lavoratore coatto. Il fatto che dicesse che lì è stato peggio che fare la campagna di Russia, è tutto dire.
    Ha lasciato 4 anni di gioventù e la spensieratezza tra Russia e il fatto di essere un I.M.I. … Quell’esperienza lo ha segnato ma non indurito. Ed è stato un grande maestro per suo figlio.

    E in quei luoghi che ho visitato per due volte, mi sono chiesta cosa potesse provare un ragazzo che aveva l’età di mio figlio minore (che gli somiglia tantissimo, oltre tutto), lontanissimo da casa e forse con poca consapevolezza di dove fosse. Ma con la consapevolezza grande che doveva tenere fede ai suoi ideali, come ha fatto.

    I giovani d’oggi: mi chiedo cosa abbiano in comune con i giovani leader di cui parli…
    E mi fermo qui.

    Serena giornata Will.
    Con un grazie (per aver ricordato l’8 settembre di 71 anni fa, mica sono in molti a farlo) e un sorriso.
    Ondina

  3. credo che moltissimo sia stato rimosso Ondina, di quell’8 settembre che generò lutti immani. La resistenza riscattò l’ignominia che non era sua, ma non basta. La storia recente dovrebbe essere insegnata con attenzione nelle scuole, essere argomento di riflessione su come noi siamo quello che siamo. Cittadini certo, e di un paese che ha un passato senza molta agiografia ma molta realtà. Per fortuna nelle famiglie c’è ancora chi ricorda,ma è poco Ondina, troppo poco. Serena giornata a te 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...