amicizie virtuali

amicizie virtuali

Mi viene chiesto di confermare una “amicizia ” su fb. Me lo chiedo anch’io, confermo? Amicizia ha un significato preciso, e per me il social ha meno rilevanza del rapporto umano vero, però c’è anche questo mezzo. Mica mi obbliga nessuno a starci, basta non raccontare come non si è. Quello che dico, sia nel virtuale o meno, è sotto mia responsabilità, quindi se si parla si dovrebbe permettere d’essere ascoltati. Ma la vita è altro, su fb è tutto è così parziale… Anche se possono nascere vere amicizie, in fondo tra affini ci si riconosce.

Non facciamola lunga, i veri amici hanno il mio telefono, sanno che ci sono, e questo basta per tracciare un confine. Non ho obiettivi, non devo crescere in popolarità, non ho nulla di cui vantarmi, leggo il profilo e acconsento. Può finire qui, ma sarebbe meglio avvisare che sono un po’ esigente e che se qualcosa mi disturba, prima dico che non mi va e poi taglio. E non si tratta di avere idee diverse, o almeno non troppo, ma se i nostri mondi che non si parlano, qui lo si scopre dopo. Mica è come nella realtà che capisco se cercarti o bere il caffè con te. E’ importante un caffè assieme, perché ti parlerei di ciò che penso con fiducia e senza pesare troppo le parole.

Questo è il limes con la realtà: cercare davvero l’altro e unire un piccolo piacere alla nostra fiducia. 

 Amor mio fedele, primo, pure la notte in sogno ti vedo; / mi sveglio e non ti rivedo, / e comincio a piangere a lungo. / Poni il mio amore nella tua anima / com’io l’ho nel mio cuore, / perché così vanno le cose nella vita: / amare come si è amati.

14 pensieri su “amicizie virtuali

  1. Dietro ad ogni monitor vi è una persona, e come nella realtà può essere una conoscenza fuggevole, un contatto duraturo, un “amico” che a sensazione non piace, il web è una piazza immensa e se ne fai parte bisogna accettarne le regole. Io accetto sempre l’amicizia, mi sembra scortese non farlo, salvo poi considerare in particolare Facebook un posto sfacciato, nel quale entro poco trovandolo fra l’altro anche inutile.
    Un sorriso

  2. In fondo fb e il virtuale è lo specchio della realtà: riflette il bello e il brutto che in essa vi è.
    Seleziono molto nel concedere “amicizia” sia qui che altrove, ho pochi amici, sia qui che altrove e va bene così poiché non mi interessano i numeri, non mi interessa la popolarità, anzi tutt’altro … 🙂
    Un sorriso mattutino, ciao
    Ondina

  3. Meglio di così sarebbe stato difficile spiegarlo, anche se FB non lo conosco e nemmeno mi attira, ma il pensiero sull’amicizia lo condivido totalmente, buona giornata 🙂

    Date: Tue, 17 Jun 2014 23:01:08 +0000 To: silvia-1959@live.it

  4. stamattina mi sento pizzicata come dire beccata dalle tue parole….
    sono un ‘anonima che ha letto per anni questo blog e da poco ho chiesto la tua amicizia su fb.
    Mi piace ciò e come scrivi …e ogni volta che passo di qui trovo un fiore o un ‘erba buona da raccogliere…non è amicizia vero …però è una forma di condivisione che produce !
    bacigabri

  5. Gabriella: oibò, chi ha la pazienza di leggermi è amico nell’animo e sono davvero un bell’ingrato nel non riconoscerlo subito :-).
    Fb è un posto strano, mi pare sempre di parlare in mezzo a una folla, non mi piacciono i termini binari che usa, i mi piace senza alternativa o contrario, ma capisco che mi rapporto ad esso secondo modalità differenti, e pur essendo lo stesso resto più in superficie riservando al blog ragionamenti più intimi. Doppiamente benvenuta Gabriella e grazie per avermi fatto pensare un po’ di più, buona giornata 🙂

  6. Il tuo ragionamento fila, ma fino a un certo punto! L’analisi degli strumenti messi in campo! Mi spiego:<< Sicuramente avrai letto Lezioni americane di Italo Calvino, a un certo punto Lui parla della leggerezza e della pesantezza, ecco io penso che quello che cambia è il nostro modo di porci davanti alle "cose" così come alle persone; alcune volte si impone la leggerezza come su facebook, in altre bisogna essere "seri", invertire lo stato d'animo sarebbe un errore per noi e per gli altri…!!!

  7. “Anche se possono nascere vere amicizie, in fondo tra affini ci si riconosce.” ti sei già risposto 🙂
    L’amicizia dicono sia qualcosa di più completo di quanto non possa essere un contatto virtuale e lo penso anche io, sebbene vi siano aspetti dell’amicizia “telematica” che sono assenti in quella reale.
    Sarebbe un lungo discorso, questo. Fb non lo amo molto, è veloce e sciocco, spesso mi sembra di essere in un centro commerciale, in mezzo a tanta gente che non ha interesse reale di interagire. Anche io di sono, ho pochi amici e condivido più o meno ne stesse cose che scrivo qui, magari a volte in modo più easy, a volte giocando un po’, è il lato meno serio di me, che però esiste… non ho dati personali e pochi amici che conosco davvero, nessun parente …il virtuale ha senso se resta tale, diversamente sarebbe un minestrone di modi di esser e di porsi. “Un bacio” o “un abbraccio” scritto da un amico che mi conosce come figura virtuale ha un peso differente dalle stesse affermazioni dette dal mio vicino di casa…la promisquità spesso “confonde” i limiti. Mi son trovata appena conoscenti reali che mi lasciano baci o abbracci affettuosi e con questi slanci grasse risate da parte mia. Temo che per molti “il virtuale” non faccia molto bene al senno 😀 Sarò io a fare grandi distinzioni, e comunque alcune conoscenze virtuali sono diventate amicizie reali, e alcune amicizie reali senti più distanti di qualche “anima on line”…è tutto così relativo a quello che si cerca e a fin dove si vuole arrivare o non arrivare…non amo i muri e amo la serietà, ovunque.
    Un sorriso…e buona serata

  8. ‘ I veri amici hanno il mio telefono ‘ dici. Io credo, willy, che le affinità abbiano bisogno di essere riconfermate indipendentemente e soprattutto fuori dai media usati. Molte persone hanno il mio numero di cellulare, l’indirizzo e mail, il mio indirizzo di casa e del luogo di lavoro, ma ciò non significa assolutamente nulla. Recentemente ho chiuso FB; sai da quando? Dal momento in cui ho visto arrivare, una dietro l’altra, chiedendo amicizia, vecchie conoscenze della città in cui ho abitato fino ai 25 anni . Ho percepito un certo disagio a vedere sovrapporsi reale e virtuale e la cosa non mi è piaciuta. Fossero stati sconosciuti, forse, non so, sarebbero potuti emergere stati di affinità (e chi sa quante volte crediamo erroneamente di riconoscerle), ma la realtà è che queste persone le conosco e sono convinta che se la realtà pratica ha escluso un avvicinamento oltre il dato della distanza geografica ne consegue che neanche la virtualità potrebbe funzionare come facilitatore.
    Alla luce della mia esperienza, credo che la virtualità sia un contesto connotato da egotismo e da proiezioni che, purtroppo, finisce per ripercuotersi sul reale in modo non pienamente verosimile. Una volta calati nel reale purtroppo vengono mantenuti i confini della virtualità; oltrepassato questo tipo di tutela non si vede l’ora di allontanarsi. La ragione è ovvia, la virtualità regge in funzione della possibilità di cautelarsi.

  9. @Laura: E’ fondamentale che ci sia una distinzione tra virtuale e reale, com’è giusto che i baci e gli abbracci siano veri e contengano qualcosa. E’ accaduto anche a me che conoscenze virtuali si siano trasformate in amicizie vere e profonde. Non con fb però, ma annusandoci nelle cose scritte, nelle affinità che virtuali non sono. Quello che ho è un arricchimento impensato e incredibile, quindi il virtuale può essere la prefazione del reale, ad una condizione: che i piani scivolino l’uno nell’altro, ma non vi sia confusione. La leggerezza è una virtù difficile, e, a maggior ragione quella di Calvino lo è, basterebbe chiedere a un ballerino o a un acrobata quanto esercizio ci sia dietro a un volo. Essere leggeri è profondo, essere ironici è un salvarsi. Come poi si usano gli strumenti dipende da chi abbiamo davanti, l’importante è restare se stessi.

  10. @effimera: un tempo dicevo che ero rintracciabile ad ogni ora, ed effettivamente il cellulare era aperto sempre. Ho ancora lo stesso numero, il telefono è sempre aperto, ma non rispondo che a pochi. Cos’è mutato? il lavoro anzitutto, gli amici che si sono rarefatti, io stesso. Ecco io sono mutato e sono più esigente nell’amicizia, nello scambio profondo. E così il contatto diventa necessario perché non si comunica solo con le parole, ma con tutti i sensi. Una cosa che tengo a bada è cercare di non mettermi in mostra, che non significa non mostrarmi, non ho molti pudori, ma riservare l’accesso alle cifre che contano davvero. Nella vita abbiamo ricevuto una identità profonda, è tutto quello che ci connota, la raccontiamo poco anche a noi, come metterla assieme se non ci sarà dall’altra parte qualcuno disposto a tenerla con il giusto bene? Qui ci si scotta davvero, la fiducia è mettere se stessi nelle mani dell’altro, non possiamo farlo ovunque e con chiunque e non è un rifiuto, ma la coscienza che un dialogo è molto più che scambiarsi delle frasi o mettere un mi piace. In questo distinguo i piani e cerco di tenere la porta aperta.

  11. Credo che tu abbia espresso molto bene, nelle righe sotto il video, la ir-realtà della comunicazione, la necessità che questa sia autentica e rispettosa dei modi di rispondere ai quanti e quali segnali o input si ricevono nella comunicazione. Fondamentalmente siamo vicende umane, con o senza computer, i nostri limiti sono i nostri potenziali, meglio se autovalutati, anche perchè dandoci una “stima” (intesa nel senso completo del termine) si possono comprendere affinità e riscattare porzioni di fantasia, purchè creatività buona. Ciascuno ha un suo tema ma nel tempo possono cambiare un po’ le modalità espressive, anche in base anche alla capacità di lavorare sulla soglia del giudizio profondo. Di certo i social network possono apparire “depositi”, ma non essere trasformati in discariche o ricariche :-).

  12. In ritardo ma arrivo. A volte capita anche a me che non ho mai perso un treno. O forse si? Bah non importa che mi prolungherei uscendo dall’argomento che hai posto.
    La leggerezza degli scambi seri,non si trovano certo nè su fb e neppure su twitter. Su qualche blog si. Ed è lì che a me serve per immaginare quanto sarebbe bello scambiare anche gli occhi. Ciao. Basta credo,dal momento che è lanciato a bel saluto che gli abbracci e i baci li lascio solo agli Amici consolidati dagli occhi. Mirka

  13. @insenseofyou: Mi piace molto il tuo passaggio dove dici che siamo vicende umane, storie insomma, in cerca di ascolto, a partire da chi ci è vicino e poi via via, rarefacendo, verso l’esterno. Non è un giudizio d’importanza, come nell’equazione di Dirac, chi entra in contatto continuerà ad influenzarsi. Poco o tanto in fondo dipende solo da noi, dal nostro mutare. Ed è bello pensare che la propria capacità di giudizio sia la porta attraverso la quale le affinità possono esprimersi, diventare. Poi sul trasformare i social network in discariche credo che la differenza sia solo sul media, quando viene detta una sciocchezza molto si disperde nell’aria, quando la si scrive questa depotenzia il mezzo, lo banalizza.Buona giornata a Te e a chi passa 🙂

  14. Oggi sono proprio uno scoppio ritardato perchè mi sono scordata di dire sull’essere in pieno accordo con “codicesociale”. È vero che commenta poco ma quando lo fa azzecca veramente serio. Un abbraccio proprio come si dà a un’amico. Bianca 2007

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