elogio della timidezza

elogio della timidezza

La timidezza allena e costringe ad una sensibilità maggiore. Poi nella vita s’impara a sopperire quello che l’istinto non regala e ciascuno ha i suoi piccoli schemi per mascherare il tratto timido che resta. Ma ci sarà un canale in più, sempre attivo, che valuterà parole, gesti, silenzi considerandoli specchio di chi li compie. Il timido, anche se mascherato, prende sempre sul serio la persona e ciò che gli viene detto e fatto. E pensa di capirlo oltre l’apparenza. Ad esempio, ci pensa anche in relazione al gesto educato, visto che il cripto timido tiene in gran conto l’educazione. Nel ringraziare sente, allenato dalla timidezza, il gesto dovuto, quello affettato, quello sentito. Naturalmente avverte ancor più l’assenza del gesto. Tra un gesto che è sinonimo di buona educazione, il rendere grazie per abitudine e un gesto sentito c’è una distanza che è coperta dal sentimento ed è questo ad essere avvertito. Se all’educazione viene unito il rapporto con l’altro, sparisce l’affettazione e il gesto dovuto, resta la percezione di un riconoscimento reciproco. E questo ha grande valore per chi ha frequentato la timidezza.

Tutto questo sentire è presunzione? Questa parola ha cattiva fama, anche se è il mezzo che nasce dal difendersi: si presume per prevenire. Allora usiamo un termine più in voga e positivo: intuizione. Quel canale in più che ha la timidezza è intuizione, ovvero anticipazione di ciò che è ancora latente. O ancor più, tentativo di comprensione profonda inerme. Avere qualcosa di positivo a disposizione per capire non esime dall’errore, diciamo che rende sensibili e attivi, e non è poco nell’età dell’indifferenza. 

16 pensieri su “elogio della timidezza

  1. Io che sono sensibilissima come un riccio e timida anche quando sembro sfacciata o troppo diretta nelle risposta,sono consapevole,ora,di ogni intuizioni che mi sono sempre state compagne anche quando all’istinto gli si accapponava la pelle. O per entusiasmo di piacere o per pericolo prossimo presente. Non cambierò mai,ma avrò ragione a “essere” qualora io mi trovi dentro e fuori attorniata da assoluta fiducia. Mirka

  2. Ne so qualcosa, l’ho sempre mal sopportata quando mi blocca(va), ammiravo e ammiro i disinvolti, chi non vi è suo malgrado, da sempre, avviluppato e frenato.
    E’ faticosa e imbarazzante soprattutto quando regala rossori indesiderati e rivelatori. 🙂
    Poi con gli anni si impara a conviverci e tenerla un po’ al guinzaglio e a superarla più o meno bene, anche se capitano, quasi sempre a tradimento 🙂 situazioni in cui essa ti fa … marameo 🙂 e così poi te la prendi con te stessa per non essere riuscita a dominarla.

    Vabbè, ma qualche pregio, in compenso, noi timidi di sicuro lo avremo … 🙂
    Un sorriso per te, Will,
    ciao
    Ondina

  3. Ed è bello che tu sia sensibile e diretta Mirka, di sicuro non offenderai avendo timore d’essere offesa.
    Buona giornata con un sorriso

  4. Non la elogerei così tanto…vi è nella persona timida quella sensibilità che la rende esposta. Al dolore, alla presa in giro. E con l’età diventa, per gli altri, ancora più incomprensibile…

    Buona giornata
    .marta

  5. Aggiungo inoltre che (purtroppo) sono completamente d’accordo con .marta.
    Ho tralasciato volutamente quell’aspetto per non dare l’impressione di ….”piangermi addosso” ulteriormente, ma visto che l’ha sollevato ….non posso che trovarmi d’accordo con lei.
    Ri-ciao e ri-sorriso 🙂

  6. Marta e Ondina: e perché non vedere che accanto all’essere esposti, alla difficoltà che aumenta con l’età, al sentirsi sotto l’occhio altrui, non c’è anche la possibilità di vedere e sentire cose che altri non sentono? Quante volte si è rimpianto di non essere insensibili, di non avere la pelle coriacea, il cuore sordo e soffrire di meno, ma se questo fosse a prezzo del sentire più acuto, del vedere oltre, sarebbe comunque un cambio alla pari? Diventare cinici è nelle nostre facoltà, basta chiudere il cuore e la mente, essere molto più egoisti et voilà le jeux sont fait. Vedere ciò che di buono porta l’essere sensibili è anche coscienza del suo costo, quindi l’elogio è alla capacità del timido di essere tale in questo mondo. Buona giornata a Voi e a chi passa 🙂 ( non so come sia il simbolo del sorriso timido ;-))

  7. Mi sono specchiata nelle tue parole, ma pochi lo sanno. Io sono timida. Ho tante piccole cicatrici che mi ricordano quello che sono e ho piccole ferite aperte, ciclicamente, che mi rendono difficile diventare cinica. Non mi chiedo più se sia un bene o un male, di sicuro l’apprezzamento altrui è piuttosto basso.
    Buona notte 🙂

  8. La timidezza l’ho conosciuta giovane e mi ha segnato la strada, le scelte, la vita…mi ha anche elargito il dono di una discreta sensibilità e il silenzio necessario per sviluppare l’attenzione sulle cose e sugli altri. Ognuno la maschera a modo suo, alcuni non direbbero mai ch’io sia timida, non penserebbero ch’io sia capace di arrossire, perchè negli anni si indossano scudi e corazze. Quello che sei però rimane nel cuore e dinnanzi a certe situazioni si riaffaccia come a marzo la primavera.
    Amo gli animi timidi e solo ad essi apro il mio cuore, non tollero l’audacia verbale, mi offendono molte cose e mi sento fragile in molti lati del mio carattere, ma quello forse dipende non solo dalla timidezza. So che i timidi raggiungono sempre il centro del mio cuore perchè ne riconoscono il sentiero e intravedono la vera laura in mezzo a mille armature, scudi, corazze. Fra simili ci si puo intendere, solo fra simili, diversamente ci si scambia idee e opinioni, ma le affinità radicano nelle uguaglianze.

  9. @ ogginientedinuovo: ho parlato di una specie di timidezza, quella che conosco, e che ho imparato ad apprezzare con il tempo. Soprattutto quando ho capito che sono più importanti le cose che si sentono rispetto a come ci vorrebbero gli altri. Di questa fragilità vedo i pregi e le cicatrici rimaste un po’ le amo. Non è tutto bello, anzi, ma nell’imparare ad accettarsi emergiamo noi e non è forse questo lo scopo del conoscerci?
    @ Laura: Fra simili ci si intende, è vero Laura, perché le esperienze hanno risonanze che s’assomigliano e questo parlarsi, conoscendosi un poco è già un vantaggio per chi sa apprezzarlo. Ci si capisce. Per una persona che non bada molto agli altri il problema non esiste, ma per chi vuole sentire e capire assieme, sapere che ci sono affinità è un’apertura di credito che è naturale e non ha secondi fini.

  10. La timidezza resta al fondo di me insieme all’altra faccia della medaglia, l’essere provocatoria e talvolta impulsiva con qualche punta di presunzione. Il timido non è poi così puro, anzi. La timidezza mi ha lasciato una vena fobica che non riuscirò mai ad estirpare e non me ne compiaccio per niente. Vorrei avere la leggerezza degli spavaldi e l’immediatezza degli estroversi. Però parlo meglio davanti a un pubblico di duecento persone piuttosto che davanti a dieci. O uno solo o una moltitudine.
    Posso dire una cosa, Willy? Senza offese, eh. Chi sa perché nel virtuale si vagheggia usando certe espressioni metafisiche come affinità, destino, libertà, anima, essenza. Sarà perchè tende ad alimentare l’audacia o piuttosto perché sono parole scisse dalla realtà e come tali senza significanza?

  11. @effimera: tolta la poca consistenza spacciata per leggerezza, anche l’affinita ha una fase intuitiva e una verifica pratica. Questi possono essere i luoghi della fugacità connessa al mascheramento e non di rado alla incapacità della verifica. Se si intuisce una affinità profonda nulla vieta di verificarla anzi se ci si tiene davvero, invece di incensare questa affinità con profluvi di parole esistono molteplice mezzi per darle consistenza. Resta da dire che nella fisicità ci può essere un balzo in avanti oppure accorgersi che ci si è sbagliati, nell’uno e nell’altro caso è l’onesta a fare la differenza. Al solito dipende da noi, dalla maturità di ciò che si sente e quindi si avverte, poi le patacche sono sempre in circolazione ma credo che in una affinità forte questo sia un rischio relativo. Bisogna verificare, dare consistenza al piacere di aver trovato qualcuno di simile però non butterei via l’intuizione. Ci aiuta molto se la governiamo con la ragione e la fiducia.

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