scaffali

scaffali

SAM_0124

In pile riordino libri, allineo oggetti. A sinistra le pagine bianche, ciò che attende di esistere, a destra il fare, l’essere, lo stare. Eppure mi sembra strano questo movimento che ondeggia dall’una all’altra parte come acqua in un catino e che, tutt’attorno, di sé spande tracce. Io vorrei bagnare solo chi davvero voglio. Bisognerà allora fare un passo indietro, guardare l’opera, i colori allineati, gli oggetti e se ancora resta una scontentezza senza nome, l’ordine non ci è stato amico Ma c’è sempre una via d’uscita, basta rovesciarsi nel vedere. Reversibili sono le macchine della mente che funzionano davvero, a sinistra ciò che si è fatto, allora, e a destra il divenire.

E’ sera e sono stanco di tanto muovere le cose, ma ora, nei miei scaffali, le pagine bianche, gli oggetti che saranno, puntano ad est, nel cuore del sole ancora nuovo, e così una transitoria  tranquillità m’ha preso.

3 pensieri su “scaffali

  1. All’inizio del tuo post mi sono chiesta: ma perché ciò che attende di essere tu lo metti a sinistra? A me vien naturale metterlo a destra.
    Ma io son io… mi son detta 🙂
    Come nella fotografia, per guardare avanti, per volgersi verso il futuro si guarda o si induce lo sguardo a destra, mai a sinistra 🙂
    Ma al termine del post però scopro che son proprio d’accordo con te: ciò che sarà deve essere orientato verso il giorno nuovo, verso il sole che nasce tutti i giorni, nonostante tutto.

    Buon fine settimana,
    sorriso
    Ondina

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