luci rosse

Tra le case alte luci rosse, 

nella notte punteggiano tralicci, torri,

scheletri di ferro in cui frullano parole,

segnali, brividi d’onde.

La notte non fa paura,

come quando il verso d’uccello la percuote,

non spaventa il lontano abbaiare di cani,

e nessuno si stringe al vicino

per battere all’unisono un cuore,

però siamo soli,

avvolti nel nero che si punteggia di luci,

circondati da sussurri che non parlano davvero,

mentre nel cuore si stringe la pena di quella luce che non disseta,

ma toglie solo la paura della solitudine

che si risucchia dentro.

mi fido di te

Ciò che non ho mai detto è il sassolino,

deposto nelle tue mani,

quello che ora morbido ruota tra gl’ingranaggi della vita.

Ingranaggi, senti come sferraglia la parola ?

Sembra una vita di ferro rumoroso la mia,

invece è un sussurro che mi scuote appena,

e cerco le tue mani, che sembrano le mie,

mentre lui gira, nella bellezza delle ruote.

Ruote, vedi le spirali di tempo già percorso?

E’ memoria, mentre loro s’accarezzano con i denti,

come nei baci,

e scivolando, dicono di te,

del tuo muoverle discreta

che ridendo mostri dita chiuse piano su di un cuore,

è qui o qui?

Che potrà mai fare quel piccolo ciottolo di vita,

concrezione d’anima,

lampo di solidificato amore,

se non fermare,

ciò che scorre ora per suo conto,

e ruota in flessuosa morbidezza?