Ci sarà pure un luogo

Ci sarà pure un luogo dove accade ciò che accade e alle parole non occorre aggiungere significato. Stasera i gabbiani, dopo aver segato di grida la spiaggia, tacciono galleggiando. Resta in riva chi non sa dove andare e la notte gli pesa oltremodo. Non serve scrutare l’orizzonte, e neppure le voci amiche bastano, di skyline e parole usurate è piena l’aria. Per questo i gabbiani tacciono e non volano: son divoratori di carogne di parole. Satolli, finalmente.

zelig

Usa sempre le stesse espressioni e parole, le virgole, i punti con la medesima cadenza. Anche le sospensioni nel discorso, sono uguali, come leggesse ad alta voce il solo libro letto più volte in italiano. Lo recita, senza nominarlo, nei contesti più vari. E la tristezza diventa speranzosa, l’allegria color lavanda. Ad ascoltarlo, muta l’umore, il senso del discorso prende strade imprevedibili. Sorridendo gli ho proposto Calvino e lui, serio, m’ha detto:è bello come Pinocchio?

c’è temporale nell’aria

C’è temporale nell’aria, stasera.

La ragazza s’è proprio arrabbiata,

la diagonale di gonna

la segue.

Lui non ha dove andare,

si giustifica, tace.

E il silenzio acquattato,

li ha presi

e subito gli sguardi ha rubato.

C’è temporale nel cielo, stasera,

Il bianco s’aggrappa all’azzurro,

disperato, mentre il grigio lo morde.

Il ragazzo a due passi

la segue,

lei, solo mani a parlare con un libro.

Se adesso, correndoti incontro,

uno sconosciuto aprisse le braccia,

uccidendo il silenzio, stasera

che direbbe il tuo libro,

ragazza?

Non piove,

nell’ aria bagnata che arriva:

verrà temporale stasera,

e un androne

da calpestare nell’ombra

per parlare con occhi bagnati.

Grida, corsette, sorrisi,

su gocce, improvvise,

festose,

adesso è il tuo libro a soffrire, ragazza,

mentre corri silente, seguita.

Un androne,

un’ ombra per riprendere vita,

l’ abbraccio tentato, respinto,

non è ancor tempo di coprire il rossore.

Il temporale scompiglia le strade,

la diagonale di gonna

è ormai sghemba,

Nell’ombra lui parla,

e si perde,

solo allora lo stringi, ragazza,

la pelle cerca un tocco sincero,

 e lo baci ridendo a un pensiero

d’acqua e di nubi,

nato stasera.

meteo

al nord: piccoli tradimenti pomeridiani di bassa intensità, temperature elevate nelle ore notturne

centro sud e nelle isole: desideri con variazioni notevoli, annuvolamenti sparsi in serata,

venti: carezze con regime di brezza sui rilievi,

su tutta l’italia, temperature in aumento,

mari: calmi, anche troppo, con compagno ondoso, senza variazioni notevoli. Fare attenzione alla prossimità nelle spiagge.

divide

Stanno passando, nell’indifferenza e nel dileggio degli italiani, i provvedimenti del ministro Brunetta in materia di lavoro nel pubblico impiego. Se si colpisce l’assenteismo o i finti ammalati, è una azione meritoria, anzi doveva essere una sensibilità della sinistra distinguere e colpire chi non lavora.  E non aver paura di rompere un tabù sul lavoro a prescindere, ma oggi, la soddisfazione generalizzata che stanno producendo i provvedimenti, in particolare nei lavoratori dell’industria ha ben altri effetti. Si sta infatti, determinando una spaccatura ancora più accentuata nel mondo del lavoro, che rompe i meccanismi di solidarietà tra lavori diversi. Ciò che voglio dire è che il giudizio generale sui lavoratori pubblici non colpisce il deviante, l’assenteista, ma tutti i lavoratori di questo comparto. L’ulteriore effetto è che non si discute dei diritti comuni, ma di diritti differenziati. Se un lavoratore del privato, con pochi diritti, magari precario, solo esulta e plaude per un privilegio tolto e non guarda alla propria condizione di sfruttamento e incertezza di futuro, non capisce il proprio stato. Per sgomberare il campo, sono contro i privilegi, sono per la giusta retribuzione del lavoro fatto, per diritti egualitari sul lavoro. Ed invece ho la netta impressione che si stia estendendo l’area della precarietà e che non si percepisca che si parte dal pubblico impiego per poi attaccare gli altri comparti del lavoro. La mia proposta è semplice: diritti eguali e rigore Ma dappertutto. Con un nuovo statuto dei lavori e dei lavoratori valido ovunque. Oggi si gioisce perchè il vicino viene colpito, domani toccherà a noi. Magari partendo dalla malattia o dal congedo per maternità, o dal tfr, prossima vittima designata. Ecc. Ecc. La lega a nord coinvolge e arruola adepti nel mondo del lavoro, indica il nemico: il sud, l’extra comunitario, differenziando le paghe sui posti di lavoro, rifiutando gli impiegati meridionali, parlandone come di assenteisti e fannulloni. Questa cultura si estenderà e nell’indifferenza invaderà anche il sud, allora chi pagherà per primo saranno i deboli in queste aree, i lavoratori dell’industria e dei servizi. E poi toccherà al nord. Ma con il mondo del lavoro spaccato sarà facile vincere e far scordare che non sono solo i devianti il problema di questo paese. Chiedetevi quanti privilegi sono caduti in parlamento in questi mesi e se per caso non ne sono stati aggiunti? Da quello che rispondete può iniziare la riflessione.

le cose pensano?

ti sei mai chiesto cosa pensa un’aereo da turismo in attesa su un prato da decollo o un auto che da tempo dorme in strada sotto il cedro o la bici poggiata su un parapetto con due catenacci e senza sella? Le cose pensano? Certo, pensano i nostri pensieri, desiderano le stesse libertà, la guida di una mano, sognano un luogo fresco dove riposare, ricordano un momento, felice o infelice, ma stato. Le mie penne ricordano parole, inchiostri perduti, la pressione d’una mano,a volte felice, una macchia salata sul foglio che ha dilatato un carattere. E i libri ricordano, attraverso le sottolineature, un pensiero incompiuto, un lampo di comprensione e rimandando a note stese sulla pelle. Le cose sono piene di ricordi, di senso oltre il sè, si lasciano accarezzare e guidare e ci accompagnano nel sogno vissuto.

comincerà così

Comincerà così, con un piccolo incidente, in un posto più da risico che reale. Comincerà con uno scambio di colpi ed un bombardamento di reazione. E noi, per ora lontani, staremo a guardare, sperando che la macchia non dilaghi. Non ci chiederemo chi è morto e perchè, ma pregheremo il fato che non tocchi a noi. Comincerà così, ovunque ci sia una bomba da tirare per disperazione e un difensore della democrazia che pensa alla ricostruzione. E ancora noi spereremo che non la difenda troppo questa democrazia che uccide. Comincerà così, mentre ci stringiamo con i nostri piccoli grandi amori, pensando alle  povere cose e senza muoverci perchè tanto è inutile scappare. Comincerà così, facciamo quel che possiamo perchè non sia così.

incosciente rap

Penso ad altro stamattina, al semaforo c’è rosso, c’è la musica che gracchia, un vestito nuovo addosso,

vorrei essere in montagna sotto un albero a sognare, poco vento che accarezza, la tua bocca da baciare,

ed invece ragazzino, nell’incrocio hai tagliato, sul tuo nuovo motorino, forse pensi: è un pensionato,

marcia, freno, ruote ferme, sbuffo azzurro scappamento, non è ancora la tua ora, ma dovresti stare attento.

perdonato ho il sorrisetto, il tuo sguardo strafottente, anche mamma ho perdonato, assieme al casco inesistente.

M’hai graziato ragazzino, non so se l’hai capito, il sorriso ho ritrovato, sto alzando allegro il dito, ma eri un carico pesante, eri un carico importante e non esser stato il fato, fa piacere veramente.

 

Per un’amica invincibile, sempre in corsa contro il tempo e naturalmente si legge a ritmo di rap