i padroni del vapore

Nella mia vita professionale, ho avuto anche qualche incarico che comportava decisioni non banali, ho conosciuto molte persone, alcune ricche e altre di potere. Erano – e sono – influenti nella città e spesso nella regione e oltre, cioè ne determinano il futuro attraverso le decisioni e la proprietà. Sono persone rispettabili, perseguono i loro affari, conoscono le persone che servono al loro lavoro. La Repubblica li onora con commende e cavalierati e loro ne sono felici perché si sentono parte della societa nella sua parte migliore. Mi ricordano i quadri di Rembrandt sui notabili dei drappieri o degli orefici, il loro essere importanti nel portamento, nel ritrovarsi, nelle espressioni. Un tempo alla città, i ricchi davano lustro di palazzi ora la speculazione edilizia li vede partecipi, non vengono istituite fondazioni per ricordare la loro munificenza, anzi le fondazioni in difficoltà fanno parte degli affari. Per chi ha molto denaro, qualcuno con il consiglio per il buon affare, si trova sempre. Non di rado sono le stesse banche o i mediatori che frequentano le aste fallimentari, a proporre. Così il potere si estende, immobili svenduto aumentano di valore e trovano nuove destinazioni e compratori. E la catena prosegue verso l’alto e vincola strade, beni comuni, pezzi di verde.
Queste persone pensano di essere brave persone, e lo sono perché non esiste un’etica comune. Salutano volentieri il potere, lo tengono amico perché a loro serve, ma creano posti di lavoro, promettono sviluppo e sono tenuti in grande considerazione.
Adesso che non conto nulla ma sono la stessa persona, se li incontro, mi salutano. Sono gentili, si informano su ciò che faccio e quando rispondo che mi occupo di inutilità, hanno un loro sorriso, come chi la sa lunga e non crede a ciò che gli viene detto. Ma se per caso accade di essere creduto, ti chiedono qualche opinione su qualcosa che conosci, perché i buoni affari li può generare anche chi segue l’inutile e non capisce il valore delle cose. Allora ho un fugace divertimento nel negare, nel togliere importanza, nel dire che mi infastidiscono le manovre sulla città. E sempre gentilmente ci si saluta ma lo si capisce bene quando si è depennati da una lista e ciò che non capiranno mai, è che questo genera una profonda libertà e soddisfazione.

2 pensieri su “i padroni del vapore

  1. Intensa la tua prosa , prende ritmo nel suo divenire , l’ho letta due volte . La tua soddisfazione si espande , arriva liberatoria ✌️ Buon sabato 🤗

  2. Grazie Francesca, avremmo davvero bisogno di una risata che sommerga questo potere basato solo sul denaro. Buona notte 🤗😘

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