un regno delle donne

un regno delle donne

In quella fase della vita che segue la nascita il posto del maschio non è ben definito. Quand’ero piccolo i maschi venivano introdotti negli spazi bambini con piccole occasioni di gioco, molte regole e convivenze limitate. Dei bambini parlavano con le donne che diventavano gli intermediari del quotidiano e della crescita. I bimbi erano più occasione di fugace discorso di adulti che presenza attiva e ricerca di dialogo con loro. Non credo ci fosse una colpa in tutto ciò, c’era un ruolo codificato che si esprimeva più in un provvedere che nell’ esserci. E messi a contatto con i bimbi, i maschi, non sapevano spesso che fare a parte presiedere. Il confezionare il cibo, con l’ allattare al seno ma anche con le pappe, era proprio faccenda di donne, e la pulizia allora senza pannolini, diventava anch’ essa parte di un ciclo estraneo alle quotidianità codificate; restava uno spazio di gioco e di contatto fisico, ma sempre assai rarefatto. I bambini dovevano crescere in fretta, accompagnare, fare cose da adulti più che essere accompagnati o serviti. Con mio figlio ho cercato di divertirmi di più di quanto avessero potuto fare con me, di lasciare che egli avesse i suoi tempi e di parteciparvi. Quanto ci sia riuscito non lo so, comunque non doveva crescere senza gustarsi le stagioni della vita. Anche quelle difficili dell’ adolescenza, quelle della rivolta, quelle in cui i difetti dei padri sono cosi evidenti e macroscopici da far emettere giudizi, far scelte differenti, non ascoltare esperienze altrui.

Credo che ogni maschio che diventa padre o zio qualche domanda se la ponga e non di rado senta l’ insufficienza e la poca utilità. Sarebbe complicato cambiare il livello di partecipazione e soddisfazione senza mutare la società e se questo non si vuol fare, ci si accontenta e non si gode come si dovrebbe. E un regno delle donne resta poco mutevole ed è un peccato perche credo che le donne sarebbero felici di condividerlo.

3 pensieri su “un regno delle donne

  1. Sinceramente e per fortuna direi, mi sembra che le cose siano cambiate, i padri sono molto più partecipi alla vita del bambino sia da quando nasce, ed è molto bello perché si può dire che crescono insieme per tante cose. Il ruolo del padre è fondamentale, così come quello della madre, quindi è giusto che la crescita del bambino sia accompagnata da entrambi 🙂

  2. Molte cose sono cambiate, vero…ma c’è ancora molta strada da “compiere”.
    Ruoli radicati che cambiano lentamente. In fondo il padre, per condividere pienamente, dovrebbe in qualche modo spezzare certi modi, certi pregiudizi ed avere lui la spinta alla partecipazione attiva.
    Non solo quando son piccoli, non solo per giocare …
    Un padre più presente.

  3. È vero Silvia, le cose cambiano ma ciò che condiziona ora le famiglie che sanno bene cos’è la precarietà, non è assente dal nuovo rapporto in famiglia. Comunque molto meglio di un tempo.

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