rumori alle porte

rumori alle porte

Notizie gravi si susseguono dal mondo. Basta leggere i giornali, sfogliare Internazionale, seguire i notiziari per capire che ci sono rumori alle porte di casa. E crescono le pressioni emotive che mescolano difficoltà quotidiane, la crisi economica, i giovani senza certezze, le crescenti debolezze dei già deboli, con le notizie inquietanti e terribili dal mondo sempre più vicino. Ucraina, Iraq, Siria, Libia, Israele, l’epidemia di ebola. Insomma un quadro dove prevale il fosco, e il pittore sembra non avere colori chiari e non sa raddrizzare la situazione. Il binomio economia/democrazia, astutamente usato per mascherare la crescente diseguaglianza negli stati democratici, si rivela imbelle e inetto sulla difesa dei principi all’esterno. Se morire per Danzica era un azzardo idealista ora non lo si considera neppure perché sarebbe negativo nei sondaggio di popolarità e si toglie comunque la possibilità che ci sia un governo positivo per il mondo. Nel governo della medietà, delle parole alla pancia, le cose andranno come devono andare. L’occidente rinuncia e sceglie che al più si salvino scambi ed economia.

Obama è stato una delusione, ma forse caricare la speranza su un solo uomo è sempre sbagliato, in piccolo accade anche da noi con Renzi, ciò che può fare la differenza è la volontà prevalente di un popolo, la presenza di forti principi comuni, l’idea di un mondo possibile e diverso. Poiché questi latitano e le bandiere restano nel fango, emerge il fatalismo e la sensazione di impotenza. Solo i giovani ci possono spingere in avanti, ma non si avvertono segnali forti su quel versante di età. Basta una osservazione per capire come funziona il mondo della real politik: negli impianti petroliferi dove sventola la bandiera nera dell’isis, non si è fermata la produzione (lo stesso accade in Libia) e quel petrolio viene acquistato e pagato in contanti da mercanti occidentali. Finirà nelle nostre auto immemori. E il denaro pagato servirà a comprare armi, sempre in occidente, che serviranno per altri eccidi, di cui ci si scandalizzerà, e per altre conquiste da riconquistare: La malattia viene eccitata e resa più virulenta dal corpo malato. Alla faccia degli embarghi e delle sanzioni, che quelle riguardano i produttori di frutta e verdura, di prosciutti e di formaggi, manovalanza dell’economia.

Segui il denaro e troverai le sue ragioni vere e il marcio, ma davvero interessa farlo oppure è tutta una finzione e di questi buoni sentimenti e principi al più portiamo qualche piccolo dolore d’assenza? Qualcuno dirà che tutto questo realismo evita guai peggiori, ma è un occultare la verità e il non dire che ciò che è giusto è evidente e riguarda il rispetto dell’uomo. Solo che economia e denaro l’uomo non lo rispettano affatto al più se ne servono.

2 pensieri su “rumori alle porte

  1. Mah! Le armi sono sempre state una costante dell’uomo e del potere,solo le multinazionali e quanti gestiscono la politica industriale é un ciclo che porta a una curva o al rumore di una porta che si apre o si chiude ai mercati bloccando lavoro e lavoratori ma mai alle armi. Tutto é instabile nell’andamento della crescita economica e il basso rischio è solo nella variabile. Purtroppo. Scusa scrovo di fretta e sulla porta della mia casa da dove,per fortuna mia,non sento rumori,almeno nell’adesso. Mirka

  2. Un po’ di angoscia si respira, man mano che passano e si sommano le notizie. Ogni giorno vediamo aggiungere, alla già lunga lista, altre situazioni difficili senze vedere spiragli di soluzione. Non so se Renzi riuscirà a farcela, credo che il tempo non giochi a suo favore. Qui le urgenze cominciano a diventare troppe

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