gestire la sconfitta

gestire la sconfitta

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La notte è profonda e fa così caldo, in questo preannuncio d’estate, che allungare il percorso è un sollievo. L’aria è piena del profumo dei tigli, a terra, i loro granuli gialli si sono disposti in scie secondo i capricci del vento. Aspiro e ascolto la notte. E i miei passi, pesanti tra le mura del vicolo.

Come si gestisce una sconfitta? Ci sono quelle passate nel ricordo, ma il futuro sembrava infinito, eppure anche allora faceva male. Se ha vinto la democrazia, le idee che si ritengono giuste e buone per tutti, hanno davvero perduto?

Ora ci sarà la ricerca delle ragioni: il candidato sbagliato, la campagna elettorale poco efficace, la città che è conservatrice e si è presa la sua rivincita. Ma allora in questi anni saremmo stati usati. Credo non si sia capito abbastanza e che sia finito un ciclo. E tutto questo cos’ha a che fare con le idee?

La mia generazione conclude un percorso. Era ora, eravamo stanchi, ma questo cos’ha a che fare con le idee di futuro? Se perde la solidarietà e l’equità, se fa un passo indietro lo sviluppo sostenibile ed emerge forte la logica del profitto, abbiamo perduto solo noi?  

Sentirsi sconfitti è più che esserlo sul campo, così cerco di pensare che è una battaglia di una guerra infinita, ma intanto, al bivio, la nostra piccola storia ha preso un’altra strada. Non si torna mai indietro, bisognerà immaginare altri percorsi che intercettino più avanti il cammino. Non tocca a noi, non più, saranno altri.

La notte è calda, materna sembra ascoltare i pensieri, suggerisce di raccogliersi, mettere assieme il dentro e il fuori.

Ma come si gestisce una sconfitta?

Riconoscendola e passando il testimone. Mettendosi a servizio in silenzio, siamo stati troppo a lungo in scena, adesso è ora di andare, il racconto, anche delle nostre idee, spetta ad altri.

6 pensieri su “gestire la sconfitta

  1. Buongiorno Will
    Ma siamo sicuri che chi ha scelto, cioè gli elettori, han scelto bene?
    Se avranno sbagliato ne accorgeranno purtroppo e presto, ma quando oramai sarà troppo tardi.

    Troppe volte prevalgono le logiche dell’opportunismo e dell’individualismo e così si è ciechi e ottusi e non si pensa “in grande”, non si pensa al bene di tutti, ma solo al proprio orticello.
    Non si è lungimiranti, si pensa “a breve” e non alle conseguenze a lungo termine che hanno certe scelte.
    E così non si va da nessuna parte, anzi si torna indietro.

    Ma non deve morire la speranza per la costruzione di un mondo migliore di questo da lasciare ai nostri figli.
    Sarò sognatrice, sarò una povera illusa? Sì, sarà, ma io sono felice di essere diversa.

    Ascolta bene la stupenda canzone che hai scelto Will e poi applicala 🙂
    che c’è grande bisogno di persone come te e quindi non devi mollare Will. Sarebbe questa la sconfitta più grande, per te e per gli altri.

    E ti diranno parole rosse come il sangue,
    nere come la notte;
    ma non è vero, ragazzo,
    che la ragione sta sempre col più forte
    io conosco poeti
    che spostano i fiumi con il pensiero,
    e naviganti infiniti
    che sanno parlare con il cielo.
    Chiudi gli occhi, ragazzo,
    e credi solo a quel che vedi dentro
    stringi i pugni, ragazzo,
    non lasciargliela vinta neanche un momento
    copri l’amore, ragazzo,
    ma non nasconderlo sotto il mantello
    a volte passa qualcuno,
    a volte c’è qualcuno che deve vederlo.
    (…)
    Sogna, ragazzo sogna
    quando cade il vento ma non è finita
    quando muore un uomo per la stessa vita
    che sognavi tu
    Sogna, ragazzo sogna
    non cambiare un verso della tua canzone,
    non lasciare un treno fermo alla stazione,
    non fermarti tu…
    Lasciali dire che al mondo
    quelli come te perderanno sempre
    perchè hai già vinto, lo giuro,
    e non ti possono fare più niente
    (…)
    E la vita è così forte
    che attraversa i muri per farsi vedere
    la vita è così vera
    che sembra impossibile doverla lasciare
    la vita è così grande
    che quando sarai sul punto di morire,
    pianterai un ulivo,
    convinto ancora di vederlo fiorire
    (…)
    sogna, ragazzo, sogna,
    passeranno i giorni,
    passerrà l’amore,
    passeran le notti,
    finirà il dolore,
    sarai sempre tu…
    Sogna, ragazzo sogna,
    (…)
    ti ho lasciato un foglio
    sulla scrivania,
    manca solo un verso
    a quella poesia,
    puoi finirla tu.

  2. Non sono d’accordo, la sconfitta non è tua, non di quelli che hanno creduto in una idea e l’anno portata avanti, la sconfitta è della politica di oggi in generale che è allo sbando proprio perchè “l’ideale” che ogni partito una volta aveva non esiste più…..(se non quello del profitto personale)
    Buona giornata.

  3. Spetta agli altri, certo. Ma non a quegli altri. Io non me lo spiego, non questo, non così. Non voglio credere che delle teste pensanti abbiano scelto questo, no, non ci voglio pensare. Pagheremo tutti molto caro questo scivolone, tutti.

  4. Mie care e cari, vi ringrazio per le considerazioni e la presenza, serve assai. In questi giorni non capisco ancora molto, devo lasciar decantare e non puntare solo sulle cause. L’analisi delle cose ci colloca distanti da esse ma non rende evidente ciò che non ci sarà, piuttosto quello che non c’è stato. La mia generazione doveva passare la mano prima, non ho questo peccato perché da tempo sono solo al servizio e non chiedo nulla. Questo mi da una grande libertà anche nel dire ciò che penso, però quando si perde una prospettiva di futuro si capisce che qualcosa finisce nei modi in cui era stata pensata. Chi ha sbagliato è giusto risponda, ma non è solo così, è una città, una comunità che non potrà sviluppare alcune idee di crescita. Erano le più importanti? Non credo, visto il risultato, oppure non ci siamo spiegati bene, però quando prevale la paura, la chiusura, quando vince il rifiuto, siamo tutti più poveri. questa è la sensazione che ho, assieme a tante altre. Continuerò a dare una mano, a esserci, anche se la mia generazione ha fatto il suo tempo, e tirarsi in disparte non significa non fare, ma non chiedere, essere al servizio. Spiace che chi doveva capirlo dei miei coetanei non l’abbia capito, abbia pensato per orgoglio delle cose fatte, di essere immortale e così la cosa sarà lunga e che non bisognerà lasciar cadere la speranza.

  5. Sottoscrivo parola per parola l’intervento d i”il mio sguardo” , non saprei che aggiungere di più giusto e sensato…ti lascio in questa notte un sogno acceso da non far spegnere…forse questo è il compito di ognuno di noi…non lasciarci portare via i sogni e custodire il noi la fiammella accesa della speranza che essi accadano, continuare a lottare…nonostante tutto in direzione ostinatamente e dannatamente contraria a quello che ci viene imposto e che non risponde ai nostri ideali. Qualsiasi essi siano e ovunque ci portino…si va! un sorriso!

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