Francesco Guccini

Pensavo all’America che avevi amato,
e alla via Emilia,
né l’una né l’altra sono uguali,
peggiorate e dissolte nei miti,
ma da te cantate hanno la speranza delle radici.
Ci hai accompagnato ovunque
con noi, senza essere di qualcuno,
la libertà è questo:
essere da una parte senza steccato.
E sapevi che fare,
con la musica, le parole e l’anarchia,
la bellezza che scalda i cuori e ci fa eroi
mentre rende più forte l’ideale.
Trattavi gli amori
come giunco che intreccia le vite,
nella leggerezza del dire tra noi,
mostrando come spinge
il nostro piccolo mondo normale.
assoluto
come ogni vissuto.


Grazie Francesco
per ogni stanco mio ritorno
cantato di notte,
dopo l’ultimo bicchiere di vino,
prima di avviarmi a casa
con gli ideali saldi e condivisi,
e la speranza d’ogni storia normale
che ha in sé una locomotiva.

3 pensieri su “Francesco Guccini

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