ma è proprio vero?

ma è proprio vero?

Ma è proprio vero che tutto è permesso, che noi, solo noi, siamo il paradigma del vivere, che la ricerca del piacere è di per sé giustificazione per ciò che siamo? E quanto è vero, se alla fine siamo sempre scontenti di noi, anche quando non ce lo diciamo perché camuffiamo la scontentezza sotto il vitalismo, ovvero l’ossessiva ricerca del nuovo, del movimento, dell’azione. Nell’inazione ci sono i nostri spettri, le verità che conosciamo e pure quelle che eviteremmo volentieri perché ci chiedono ragione. Nello stare fermi, in tutti i sensi, il tempo diviene solido e ci riflette. Un tempo libero da costrizioni che fa riferimento a noi e così si destruttura, diviene vivere senza accezione. La passione prima della passione, il desiderio ricondotto a compatibilità con quello che abbiamo dentro.

8 pensieri su “ma è proprio vero?

  1. La passione prima della passione, il desiderio ricondotto a compatibilità con quello che abbiamo dentro.

    Ecco, credo che la tua chiusura sia già la risposta alla domanda retorica che ci invita (come sempre fai tu) a interrogarci.
    Grazie per essa e pure per il file musicale.

    Che sia una luminosa giornata Will
    ora vado ad iniziare ma prima insieme ad un saluto ti lascio un sorriso
    ciao
    Ondina 🙂

  2. e col cavolo che tutto è permesso! Basta con questa superficialità che alleggerisce coscienze, ma che rovina i rapporti. Qualche responsabilità è necessario, doveroso prendersela. Siamo adulti con un vissuto che dovrebbe aiutare a una riflessione attenta su dove rischiamo di naufragare. Io non ci sto, comunque. Vado controcorrente decisa. Ciao Willy

  3. A fine rassegna stampa di rai 3,mi fa piacere arrivare qui e quivivere soffermarmi.
    Vivere. Oscuramente ma anche sicura,ho sempre percepito che,vivere fosse il “sentirsi dentro”consapevoli del vortice che ci gira attorno,noi connessi e da lì inventare il mondo.
    “Oh,aver qui una Musa di fuoco che sapesse salire al più luminoso cielo dell’invenziond” (Enrico V- Prologo- Shakespeare)
    Ciao e…sempre un Evviva malgradotuttoeciononostante. Mirka

  4. Rispondo alla domanda iniziale col dire che no, non è tutto permesso. Non si può fare tutto quel che si vuole. Conosco tante persone che con questa ricerca del piacere sono rimaste da sole. Non solo da sole senza compagna ma nemmeno più amici. Penso che la ricerca vada indirizzata nel raggiungimento della serenità che non è un mandare in pensione la/le passioni ma anzi aiutare in qualche modo l’avvicinarsi della felicità. Un appagamento pieno del nostro essere vicini agli altri. E questo penso lo sia abbia con la “fatica” quotidiana. Mi pare che niente ci venga regalato. A volte tante permissioni che molte persone pensano gli spetti di diritto…ricadono pesantemente su altre. E questo é permesso? Giustifica tutto? Non so…

    Ciao Willy
    Sempre interessanti le tue riflessioni
    .marta

  5. .marta: non tutto è permesso e non pochi pensano che infine sono loro che rischiano. Non è così, se nulla è regalato qualcuno alla fine paga e non è detto che sia chi gode. Anche facendo un ragionamento egoistico alla fine la ricerca del solo piacere finisce in un vicolo cieco, ne valeva la pena?

  6. @pep: credo che la responsabilità sia prendersi cura di sé guardandosi attorno, cioè assieme. Da soli non c’è neppure la cura di sé.

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